Orban-Salvini, l'asse contro i migranti "risveglia" l'opposizione: migliaia in piazza

Bruno Cirelli
Agosto 29, 2018

Alla vigilia del contestato incontro tra Salvini e Orban, ossia il leader ungherese sta sta portando il paese su posizioni autoritarie e di estrema destra, c'è aria di contestazioni.
Da un lato lo xenofobo razzista arrivato al Viminale che sostiene impunemente di rappresentare la volontà di 60 milioni di italiani (una falsità detta in favore di chi si fa incantare e gli va dietro) dall'altro una contestazione che si preannuncia molto dura.

Alla manifestazione "Europa senza muri" partecipano Pd, LeU, Possibile, Cgil, associazioni, Ong e centri sociali e, come ha scritto Laura Boldrini, è stata organizzata "per difendere i valori democratici e il futuro delle prossime generazioni dalla minaccia populista che vuole riportare indietro l'Italia, distruggere l'Europa e cancellare quei diritti che hanno reso il nostro continente un faro di civiltà". "Prima di lui nessuno lo aveva fatto". La ricetta proposta da Salvini è quella di cambiare i trattati europei ma anche di fare nuovi accordi con i paesi di origine e ampliare quelli esistenti per rimandare indietro i migranti. I manifestanti hanno anche appeso uno striscione che recita: "I vostri confini uccidono Salvini e Orbàn complici di razzismo e paura" e ancora "La nostra Europa non ha confini, refugees welcome". Salvini inizia la conversazione dando del lei ad Orban e con un linguaggio un po' frenato dai tempi imposti dal traduttore.

Probabilmente non saranno gli Orban o i Salvini a salvare, riscrivendola, l'idea d'Europa. "L'Ungheria viene attaccata dall'Europa perché noi abbiamo dimostrato che i confini possono essere difesi". E, congratulandosi con il collega italiano ha aggiunto: "Salvini ha dimostrato che anche l'immigrazione via mare si può fermare e noi per questo gli siamo grati". In contemporanea all'incontro, vicino alla sede di palazzo Diotti, in piazza San Babila, è stato organizzato un presidio di protesta che si preannuncia particolarmente partecipato. A Milano dobbiamo esserci anche noi - le sue parole -. Sui movimenti secondari ha confermato che si è vicini a un accordo con la Germania ma "deve essere a saldo zero ossia tanti ne rientrano e tanti devono essere rimandati a casa loro". "Non è ciò che propongono Orban e Salvini". A dare il senso della manifestazione di Milano "Europa senza muri" che ha detto chiaro e tondo il suo "no" al sovranismo di Salvini e Orbán è il presidente delle Acli Roberto Rossini che parla dal palco di una Piazza San Babila gremita di gente.

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