La poderosa rosicata di Toninelli sulla convenzione di Autostrade

Paterniano Del Favero
Agosto 29, 2018

"Per rispondere alle polemiche e alle strumentalizzazioni che dominano il dibattito pubblico sul tema, Autostrade per l'Italia rende pubblico e accessibile a tutti i cittadini - attraverso il proprio sito web www.autostrade.it - il testo della Convenzione in essere con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (allora ANAS) approvata unitamente agli allegati dalla legge n. 101 del 2008, nonché i successivi Atti aggiuntivi e relativi Allegati".

In questo modo la società rende noti tutti gli elementi che regolano la concessione, compreso il piano finanziario (allegato E) redatto ai sensi delle delibere Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica). "Ciò anche per assicurare parità di condizioni sul mercato tra i vari operatori del settore, anche per il caso di nuove procedure di affidamento". "Non so cosa abbia pubblicato Autostrade so che di quelli che dicevano che il ponte Morandi era sicuro e che non hanno adempiuto alle manutenzioni che dovevano fare non ci si può fidare".

"Questo è il momento della solidarietà e della coesione, nel quale tutti abbiamo il dovere di stringerci intorno a Genova con un unico obiettivo: restituirle il più presto possibile la quotidianità perduta, fare chiarezza sulle cause del crollo del ponte Morandi e individuare le responsabilità di questa tragedia, dando piena fiducia e sostegno al complesso lavoro della Magistratura". Intanto Luigi Di Maio su Facebook rilancia la polemica contro Autostrade per l'Italia, sulla scia di quanto detto da Toninelli in audizione alla Camera: "Oggi Autostrade, con un ritardo di dieci anni, si vanta di aver dato il via libera alla pubblicazione della convenzione con il Ministero dei Trasporti".

Per il ministro la pubblicazione da parte di Autostrade della convenzione è uno degli "effetti dell'azione politica del Governo del cambiamento".

A stretto giro di posta, il procuratore genovese ha risposto che per le indagini serve tempo e, senza riferirsi direttamente al ministro ma con parole piuttosto chiare, ha dichiarato: "noi nel merito di queste polemiche non vogliamo nemmeno entrare". "Dopo quasi 20 anni dalla privatizzazione, dopo 20 anni di segreti e di omissis, Autostrade per l'Italia ha deciso improvvisamente di voler fare trasparenza, cercando di far apparire il proprio gesto come spontaneo e dettato da un autonomo desiderio di venire incontro all'interesse pubblico".

Il primo nodo da sciogliere è quello tra il procuratore Francesco Cozzi, titolare delle indagini, e il ministro dell'Interno Matteo Salvini che si è chiesto come mai non ci siano ancora degli indagati.

Dei sette miliardi di euro dei profitti, ha sottolineato Toninelli, "5,7 miliardi derivano dai pedaggi autostradali". Pertanto, le tariffe avrebbero quantomeno potuto essere drasticamente ridotte - ha aggiunto il ministro - di una montagna di extraprofitti. "La rete autostradale e' stata infatti pagata dai nostri genitori e dai nostri nonni, non si capisce perche' debba lucrarci una sola famiglia che fino al 2012 aveva una holding con sede in Lussemburgo per pagare meno tasse e fare lauti guadagni e che, una volta beccati, hanno risolto tutto con una mediazione amichevole con l'Agenzia delle Entrate di soli 12 milioni". "A rifare il ponte dovrà essere un'azienda di Stato".

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