Di Maio: "Veto su bilancio, Ue ci dia segnali e potremmo ravvederci"

Paterniano Del Favero
Agosto 29, 2018

È arrivata qualche giorno "in ritardo" la risposta ufficiale dell'Unione Europea dopo la "minaccia" del Governo italiano, ma oggi con il Commissario al Bilancio Ghuenter Oettinger arriva la "stoccata" a Lega e M5s: la cifra di 20 miliardi che alcuni esponenti di Governo (Di Maio, ma non solo) hanno indicato come contributo dell'Italia al bilancio Ue - e che sarebbe stata messa in discussione qualora Bruxelles non fosse intervenuta per sistemare il caso della nave Diciotti nel porto di Catania - è sostanzialmente "una farsa". Faremo una legge di bilancio coraggiosa che mette al centro i cittadini, ma se in Europa ci hanno trattato così sul'immigrazione mi immagino cosa faranno sui conti.

"Non sono 20 miliardi all'anno", questa cifra "è una caricatura", affonda Oettinger. "Se lo facessimo, avremmo molto lavoro da fare", ha detto il commissario in riferimento alle accuse che arrivano dall'Italia.

Sulla questione però è intervenuto Guenther Oettinger, commissario al bilancio dell'Unione che ha redarguito Di Maio con parole piuttosto dure e supportate anche da cifre.

Lo dice in un post su facebook il vicepremier Luigi Di Maio, in linea con quanto affermato dal premier Giuseppe Conte nel week end. L'Italia paga 14, 15, 16 miliardi l'anno, ma se si prende in conto quel che ricevono dal bilancio Ue, questo lascia un contributo netto sui 3 miliardi l'anno, e i fondi Ue vanno ai programmi di coesione, ricerche e infrastrutture, per esempio al tunnel in base del Brennero. Quali e quante risorse ha messo a disposizione, e come le sta usando l'Italia? "Per maggiori dettagli occorre chiedere alle autorità coinvolte", ha risposto la portavoce a chi chiede se non sia illegale inviare i migranti in un Paese terzo, senza che possano presentare domanda d'asilo in Ue. Inoltre, "una nota di Berlino parla ancora, nonostante tutto, dei sacri dogmi contenuti nei Trattati".

Ma "la musica in Europa è destinata a cambiare, il finanziamento non è un dogma e non lo sarà nemmeno quando si inizierà a parlare di una vera solidarietà, e non di vincoli insostenibili tanto dal punto di vista sociale quanto da quello economico".

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