Owen rivela: "Dopo l'infortunio ho odiato questo sport"

Rufina Vignone
Agosto 28, 2018

Velocità, grinta e doti tecniche notevole quelle dell'ex "wonder boy" capace di conquistare il popolo inglese con l'eccezionale gol all'Argentina nella sfida valida per i Mondiali del 1998 votata poi come la seconda rete nella classifica del "Più grande gol nella storia della Coppa del Mondo FIFA" indetta dalla FIFA nel 2002.

" Quando mi sono fatto male agli adduttori la mia carriera è finita". Ero pietrificato, sapevo che potevo strapparmi un muscolo. Saltavo gli avversari, scattavo negli spazi, crossavo. Ero terrorizzato dalla possibilità di scattare quando avevo spazio. Io sono nato per fare il calciatore ma ricordo giorni in cui avevo paura mi passassero il pallone. Pensavo sempre: "'no, non farlo, ti prego, giocala corta'".

Un vero e proprio incubo per un ragazzo che ha comunque continuato a giocare a calcio, senza però l'entusiasmo degli anni degli esordi.

Owen quindi rivela: "Ho perso tutto, per 6-7 anni ho odiato il calcio". Non vedevo l'ora di ritirarmi, perché non ero io quello che scendeva in campo: la cosa peggiore è che sono entrato in depressione, non mi mettevo neanche nella condizione di scattare. Il fatto peggiore è che affrontavo i match senza il giusto stato d'animo. In pratica mi nascondevo e mi posizionavo in zone del campo dove non sarei neanche dovuto andare. La lingua è quella affilatissima di Alan Shearer, un tempo re dei bomber e ora opinionista tra i più seguiti: "Non sono sicuro che i tifosi, i compagni di squadra o chiunque fosse al tempo nel Newcastle vorranno ringraziarlo per quanto detto".

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