"Diciotti", Orbán gela Salvini: "Ungheria non prende migranti"

Bruno Cirelli
Agosto 28, 2018

Quest'ultimo, martedì della settimana prossima, incontrerà proprio il leader magiaro, nella sua Milano.

"Il simbolo della mobilitazione "un'Europa senza muri" nata sui social è Un'arca che sbuca dal mare sorretta da due mani, un riferimento alla nave Diciotti, ma che richiama alla memoria tutti gli ultimi casi di sbarchi negati che sono balzati negli scorsi mesi agli onori della cronaca".

Matteo Salvini incontra Viktor Orban. Il Movimento 5 stelle si dissocia pubblicamente tramite le dichiarazioni dei suoi capigruppo alla Camera Francesco D'Uva e Stefano Patuanelli "I Paesi che non aderiscono ai ricollocamenti e tutti quelli che nemmeno si degnano di rispondere alla richiesta d'aiuto dell'Italia, per noi non dovrebbero più ricevere i fondi europei". Sarà in piazza anche Giuseppe Civati, ex Pd e fondatore di Possibile, tra i primi a chiedere una mobilitazione per protestare contro l'incontro: "È arrivato il momento di uscire dai social, di manifestarci e di manifestare - aveva detto Civati lanciando un appello - Per l'Italia, l'Europa, contro chi smantella i nostri valori".

Insomma, se da un lato Salvini è in cerca di accordi in vista delle europee, dall'altro il suo alleato di governo, Luigi Di Maio, ha preso le distanze dall'Ungheria di Orban, che "alza muri di filo spinato e rifiuta i ricollocamenti. Ho questa sensazione", ha concluso Orbàn.

A questo proposito fa notare l'europarlamentare milanese Patrizia Toia, capogruppo dem a Bruxelles, che "oggi Salvini incontra l'europarassita Orbàn per fargli l'ennesimo favore a spese degli italiani". A Milano dobbiamo esserci anche noi - le sue parole -. Per contrapporre alla violenza delle loro politiche il valore dell'accoglienza e della responsabilità.

"Diciamolo chiaramente, senza timori: l'Italia non è Salvini". Nel 2017 il premier ungherese ha accusato il magnate di favorire l'immigrazione, chiudendo la Central European University e impedendo alle ong di operare sul territorio ungherese, andando così a sminuire la figura di Soros che le finanziava. Nel 1990 il partito ha sfiorato il 10 per cento e Orban è stato eletto in parlamento.

L'organizzazione del presidio nasce dal sostegno dei Sentinelli di Milano, associazione impegnata nella tutela dei diritti civili. Il partito ha anche cambiato nome: da Alleanza dei Giovani Democratici a Unione Civica Ungherese. Il limite dei 35 anni è stato abolito.

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