Studio Usa denuncia, troll russi anche sui vaccini

Barsaba Taglieri
Agosto 26, 2018

E' l'accusa che arriva da uno studio della George Washington University. La ricerca ha scoperto come, per influenzare negativamente l'opinione pubblica sul valore e l'importanza delle immunizzazioni, sia stata usata "la stessa tattica gia' sperimentata nelle elezioni presidenziali americane del 2016".

Secondo i ricercatori, dietro questa strategia di disinformazione sui vaccini ci sono account finti e contaminatori di contenuti presenti sui vari social network che postano notizie false, indebolendo così le basi scientifiche e creando tweet con comunicazioni sanitarie distorte. Lo scienziato, assieme ai colleghi della University of Maryland e della Johns Hopkins University, ha esaminato 899 tweet sull'argomento vaccini pubblicati tra la metà del 2014 e la fine del 2017.

Eppure, in nome di una libertà di pensiero che forse non dovrebbe riguardare materie così specifiche ed importanti per la salute pubblica, sui social tutti esprimono la loro opinione e condividono post, messaggi, articoli che possono essere fuorvianti. Una situazione che si era già verificata nel 2016 durante le elezioni presidenziali. I tweet - spiega la ricerca - utilizzano un linguaggio polarizzante che collega i vaccini a questioni controverse della societa' americana, come ad esempio le disparita' razziali. Questo significa sostanzialmente che nemmeno chi ha condotto lo studio è riuscito a risalire a chi si cela dietro quegli account.

Ma come si è arrivati ai titoli di alcuni giornali (ad esempio il Guardian) che oggi in prima pagina scrive che i russi diffondono online menzogne e discordia sulla sicurezza dei vaccini? Pur giocando su entrambi i versanti, pro e anti vax, in questo modo erodono la fiducia dei cittadini-utenti nelle politiche di sanita' pubblica. "Un danno enorme perche' espone la comunita' al rischio di recrudescenza di malattie infettive".

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