Nave Diciotti, l'impasse continua. Oggi vertice a Bruxelles sui migranti

Barsaba Taglieri
Agosto 25, 2018

Montano la protesta e l'indignazione contro la volontà del governo italiano di trattenere ancora i 150 migranti a bordo della nave Diociotti, attraccata al porto di Catania da quattro giorni. Gli europei dimostreranno il loro cuore grande caricando tutti gli aspiranti profughi. "Non retrocedo di un millimetro", ha sottolineato rispondendo alle critiche ricevute da più parti. "Per anni l'Italia ha salvato migliaia di vite umane e gli altri Stati europei lo hanno ampiamente riconosciuto in più occasioni - ha detto Moavero Milanesi -".

Nel pomeriggio si attende l'arrivo del garante dei detenuti Mauro Palma al molo di Levante del porto di Catania per stabilire se i migranti rimasti possano scendere e ricevere le cure e gli aiuti del caso o invece debbano rimanere a bordo.

Antonio Ciavarelli, delegato del Cocer (organo di rappresentanza militare) della Guardia costiera Italiana aveva definito "imbarazzante" l'atteggiamento del governo: "Ci sono tanti colleghi che in questi giorni mi stanno scrivendo per esprimere disagio". E si tratterebbe anche di una prima tappa verso l'uscita dall'Euroa e dall'Unione Europea, un salto nel vuoto che renderebbe ancora più instabili gli attuali precari equilibri economici dell'Italia. "Questa era la posizione per cui si è battuto il Parlamento Ue e che l'Italia sostiene". Il testo è stato approvato nel 2017 con la maggioranza dei voti dell'Eurocamera, nonostante l'astensione della Lega (tra cui lo stesso Salvini) e persino il voto contrario del Movimento 5 stelle (che però è ritornato sui suoi passi in seguito).

E perché? Ovviamente perché ha fatto il suo dovere, ma siccome non si può dire il pretesto è venuto dalla "perquisizione" del suo profilo Facebook nel quale c'è un disegno, che secondo i fascisti sarebbe stato realizzato da un artista vicino a Potere al Popolo. "Pertanto, le visite a bordo per esprimere solidarietà e verificare le condizioni della nave sono sospese per ragioni di sicurezza". Anzi, si dice espressamente su "base volontaria". "Io non mollo" ha detto ieri. Sconvolto. 'Dottore dal vivo cambia tutto, non è come si legge sui giornali.'. Quando la Diciotti era davanti a Lampedusa i migranti hanno minacciato uno sciopero della fame perché volevano fare la doccia con il sapone. A parlare, anzi a scrivere ai governanti, ai politici e agli italiani, sono don Gianni De Robertis, direttore generale della Fondazione Migrantes, don Luigi Ciotti, presidente di Libera e del Gruppo Abele, e monsignor Giovanni Ricchiuti, presidente nazionale di Pax Christi.

Fumata nera sulla Diciotti alla riunione tecnica degli sherpa, a Bruxelles. Se il governo Conte deve prendersela con qualcuno, anche in vista della risoluzione del caso Diciotti, dovrà farlo con dieci capitali.

Il tentativo con l'Ungheria - Già giovedì il ministro degli Esteri ha tentato di convincere l'Ungheria a tendere una mano all'Italia sul fronte dell'accoglienza, ottenendo, come prevedibile, un no secco. E non certo con l'Ue.

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