Un anno fa l'attacco a Barcellona, città ricorda le vittime

Bruno Cirelli
Agosto 19, 2018

Il 17 agosto di un anno fa, poco dopo le 16.30, il 22enne marocchino Younes Abouyaaqoub si lanciò sulla folla sulla Rambla al volante di un van, uccidendo 14 persone (fra cui due bambini, un australiano di 7 anni e uno spagnolo di 3 anni, e appunto anche due italiani) e ferendone altre 100 circa.

E' trascorso un anno dagli attentati che hanno sconvolto la Spagna, causando la morte di 15 persone a Barcellona e una a Cambrils. Il re spagnolo Felipe VI e la moglie hanno reso omaggio alle vittime a Plaza Calatunya dove hanno salutato il premier Pedro Sanchez, il presidente catalano Quim Torra e la sindaca di Barcellona, Ada Colau.

Migliaia le persone in piazza. "Siamo con voi" è il messaggio portato alle famiglie delle vittime dal re Felipe, secondo i media spagnoli. Le commemorazioni sono iniziate con una cerimonia di deposizione dei fiori sulle Ramblas, dove un furgone falciò decine di pedoni. Il cerimoniale prevede poi canzoni e letture rappresentative della nazionalità delle sedici vittime della follia del terrorismo islamico che ha unito in un doloroso abbraccio la Spagna, la Catalogna, il Regno Unito, la Francia, il Portogallo, l'Italia e la Germania.

"Un anno fa Barcellona subì uno dei peggiori attacchi nella sua storia - ha scritto Ada Colau su Twitter -". Ci hanno ferito profondamente, ma non ci hanno infettato con il loro odio.

Sono passati 365 giorni dal vile attentato che costò la vita al giovane bassanese Luca Russo, al 35enne Bruno Gulotta e all'italoargentina Carmen Lopardo. "Siamo una città di pace orgogliosa della nostra diversità", ha detto. In mattinata il segretario nazionale dell'organizzazione separatista catalana ANC, Adrià Alsina, ha parlato in un tweet di un "contro ordine" che "ha fermato la polizia".

Uno striscione è stato esposto oggi a Barcellona contro il re di Spagna Filippo VI dagli indipendentisti su un palazzo.

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