Atlantia a picco, non fa prezzo in Borsa

Paterniano Del Favero
Agosto 16, 2018

Edizione srl, holding "è certa della determinata volontà di collaborazione con le Istituzioni e le Autorità preposte da parte della società operativa Autostrade per l'Italia e della sua capogruppo Atlantia che, negli ultimi 10 anni, hanno investito oltre 10 miliardi di euro nell'ampliamento e ammodernamento della rete autostradale italiana", si legge ancora nella nota. Se non sono in grado di gestire le autostrade, lo farà lo Stato.

Anche la holding che controlla Autostrade, Atlantia S.p.A., ha pubblicato oggi, 16 agosto, una nota in cui osserva che l'annuncio di revoca della concessione "è stato effettuato in carenza di qualsiasi previa contestazione specifica alla concessionaria ed in assenza di accertamenti circa le effettive cause dell'accaduto". Crollo anche sul fronte delle obbligazioni: quelle con scadenza luglio 2027 sono scivolate del 4,01% a 92,8 mentre il bond da 700 milioni con scadenza settembre 2029 perdevano il 4,3% a 91,79. "Le modalità di tale annuncio - rileva la società - possono determinare riflessi per gli azionisti e gli obbligazionisti". E' quanto si comunica da Edizione che, "a nome dei suoi azionisti e del suo management, esprime profondo cordoglio alle famiglie delle vittime e la propria vicinanza ai feriti e a tutti coloro che sono stati coinvolti nel tragico crollo avvenuto a Genova". "Faremo tutto ciò che è in suo potere per favorire l'accertamento della verità e delle responsabilità dell'accaduto". "Ma se la motivazione è giusta e 40 morti finora mi sembrano una buona motivazione, non credo che si dovranno pagare penali".

"Riteniamo poco probabile che si arrivi alla revoca della concessione, mentre ci aspetteremmo una fase di negoziazione che porti a maggiori investimenti per Aspi - scrive Equita Sim che passa da una raccomandazione "buy" a "hold" (con target di prezzo sceso del 17% a 247,2 euro) perché la decisione del governo di avviare le procedure per la revoca della concessione, seppure riteniamo più probabile che si arriverà a una soluzione negoziale, aumenta sensibilmente l'incertezza regolatoria con il rischio di avviare una fase di lungo scontro legale".

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