Usa: Monsanto, risarcimento 289 mln dlr a malato di cancro

Paterniano Del Favero
Agosto 14, 2018

Si tratta del glisofato, altamente nocivo per il quale é stata pronunciata la prima condanna di risarcimento, ma il caso non é isolato, perché solo negli Stati Uniti ci sono almeno 5.000 denunce per lo stesso motivo.

I giurati hanno sentenziato all'unanimità che Monsanto agiva con "malizia" e che i suoi diserbanti hanno contribuito "sostanzialmente" alla malattia terminale di Dewayne Johnson, giardiniere che ha fatto causa.

A Johnson, giardiniere californiano, è stato diagnosticato nel 2014 il linfoma non-Hodgkin - un tumore che colpisce i globuli bianchi - iniziando così il suo calvario. "Johnson". È quanto si legge in una nota diramata dalla Monsanto. Grazie alla sua efficacia e ad un prezzo piuttosto conveniente, col tempo è diventato uno dei diserbanti più utilizzati al mondo. La Monsanto si dice comunque innocente, ed ha già deciso di fare appello.

Dal 2015 il glifosato è classificato come "probabile causa di cancro" dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ma non dalle agenzie europee Efsa (Autorità europea di sicurezza degli alimenti) e Echa (Agenzia europea dei prodotti chimici).

Apparvero subito brutte lesioni molto dolorose, seguite poco dopo dalla terribile diagnosi.

La Corte suprema della California ha condannato il gigante dell'industria farmaceutica Monsanto a pagare con una multa di 290 milioni di dollari un guardiano per non avere dichiarato che il pesticida utilizzato dall'uomo conteneva sostanze altamente cancerogene. Prima della drammatica diagnosi, Johnson, padre di due ragazzini di 10 e 13 anni, era il giardiniere del Benicia Unified School District, responsabile della lotta a vegetali e animali dannosi sui terreni delle scuole della piccola localita' californiana, a nord-ovest di San Francisco. "Presenterò in commissione Affari Sociali - anticipa l'esponente di Fi - una risoluzione per estendere il divieto nell'articolo 1 del decreto 9 agosto 2016 anche nelle aree non espressamente citate, come ad esempio quelle archeologiche e cimiteriali che possono essere frequentate da persone più vulnerabili, e chiederò maggiori controlli visto che nel nostro paese ancora oggi in molti fanno suo di questa sostanza mortale". Se il verdetto Johnson dovesse essere seguito da altre cause simili, potrebbe causare serie conseguenze al futuro della stessa Bayer.

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