Neonato ucciso dal batterio, indagati i medici. Martedì l’autopsia

Barsaba Taglieri
Agosto 14, 2018

L'autopsia sarà eseguita domani.

Secondo il quotidiano locale Bresciaoggi, il primo a riportare la notizia, il bimbo, nato prematuro, era stato ricoverato agli Spedali civili dove è morto lo scorso martedì per la serratia marcescens.

Hanno perso un figlio e ora lottano accanto al gemellino che sta lentamente migliorando. Inoltre, il batterio è comunemente presente nell'ambiente e le infezioni da serratia marcescens, le più diffuse, non sono rare negli ospedali, anche se in persone con un sistema immunitario funzionante non causano gravi sintomi. Sono sei quelli ancora ricoverati a causa dell'infezione.

Le fonti di contagio, confermate o sospette per epidemia da Serratia, sono, principalmente: i neonati colonizzati e/o le mani degli operatori sanitari, più raramente il latte, le superfici delle termoculle, il sapone per lavaggio mani, sporadicamente altri presidi sanitari, anche se in più della metà dei casi descritti non è stata identificata alcuna fonte comune. Solo un anno fa, ad esempio, l'unità di terapia intensiva neonatale dell'Ospedale La Paz di Madrid era stata chiusa dal ministero della salute spagnolo dopo il contagio di 51 bambini. È quanto accaduto purtroppo al neonato, che era venuto alla luce prematuro e si trovava ricoverato nel reparto di Patologia neonatale. "Provano un grande dolore".

"Il 20 luglio - spiega l'ospedale bresciano - è stata identificata una condizione di malattia da Serratiamarcescens in due neonati, con isolamento del germe da emocolture (del 18 e 19 luglio) ed a un terzo neonato sono stati riscontrati segni clinici di congiuntivite, con isolamento del microrganismo da tampone oculare (effettuato il 19 luglio)". I bambini sono ricoverati in terapia intensiva e le loro condizioni sono stabili. Si tratta di un entrobatterio Gram negativo, che si sviluppa nell'intestino di uomini e animali.

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE