Dalla casa alla sanità: spese obbligate gravano per 7200 euro

Paterniano Del Favero
Agosto 13, 2018

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Roma, 10 ago - Dopo la crescita inarrestabile degli ultimi 20 anni (+5,3 punti percentuali tra il 1995 e il 2014), la quota di "spese obbligate" sul totale dei consumi diminuisce di un punto percentuale passando dal 41,8% del 2014 al 40,7% del 2018, calo determinato soprattutto da una decisa riduzione dei prezzi degli energetici e dei servizi finanziari. Tra le voci preponderanti, gli alimentari, cui verrà destinato un budget di 2.681 euro, pari al 15% della spesa complessiva, in leggera discesa sul 2014 (15,2%), ma in deciso declino sul 1995, quando al cibo si destinava il 17,9% della spesa, ma il peso delle spese obbligate era solo del 36,5%. Lo afferma il Codacons, commentando lo studio diffuso oggi da Confcommercio.

Come abbiamo visto, nonostante il calo rispetto al 2014, la quota conserva ancora un' elevata incidenza arrivando a pesare circa €7300 l'anno procapite e si tratta di spese obbligate sulle quali Il cittadino non può assolutamente decidere o avere libertà. Risulta essere anche in crescita la voce riservata alla sanità. "Inoltre, le esigenze di risanamento degli squilibri di bilancio regionali imputabili alla spesa sanitaria, hanno accresciuto la quota di partecipazione richiesta ai cittadini (ticket su farmaci, prestazioni diagnostiche e ambulatoriali etc.)", spiega Confcommercio. Per il Codacons siamo davanti a numeri che indicano come gli italiani siano "tartassati" dalle spese obbligate. Inizialmente si è verificata una frenata pro capite, dovuta alla crisi che invece adesso sta riscontrando un inversione di tendenza. "Tale andamento è derivato in larga parte dagli aumenti dei prezzi dei carburanti", sottolinea l'Ufficio studi dell'associazione.

Nell'ambito dei consumi commercializzabili, 10.580 euro a testa nel 2018, le spese per i beni che rappresentano il 37,7% del totale, mentre quelle per i servizi il 21,6%.

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