New York contro Uber, stop all'emissione di licenze per un anno

Paterniano Del Favero
Agosto 11, 2018

New York si appresta ad essere la prima città americana a porre dei paletti a Uber e Lyft, e a tutte le aziende "ride-hailing", quelle che offrono un servizio di trasporto a pagamento. Il sindaco di origine italiane è a favore di queste misure e quindi, nelle prossime settimane, le renderà effettive apponendo la sua firma. Il consiglio comunale ha approvato il congelamento per un anno dell'emissione di nuove licenze, imponendo allo stesso tempo un salario minimo per gli autisti.

Il portavoce del consiglio comunale di New York, Corey Johnson ha commentato con soddisfazione il voto della giunta asserendo: "Stiamo sospendendo l'emissione delle licenze a un'industria alla quale è stato consentito di crescere senza un appropriato controllo e senza appropriate regole".

Se nel 2013 la licenza valeva 1,3 milioni di dollari, il prezzo è ora crollato a 160.000 dollari. Un crollo che si è fatto sentire anche sui salari e che - secondo il sindacato dei tassisti di New York - ha mandato sul lastrico molti e causato il suicidio di almeno sei tassisti negli ultimi sei mesi. "Uber farà tutto il necessario per stare al passo con la domanda". Non si è fatta attendere anche la risposta di Lyft: attraverso Joseph Okpaku, l'azienda ha spiegato che "questi tagli ampi ai trasporti riporteranno i newyorchesi all'era in cui era difficile trovare una corsa, specialmente per i quartieri più isolati e per le persone di colore".

A New York le nuove misure sui taxi privati arrivano in estate in concomitanza con alti flussi turistici e coincidono con la stretta per Airbnb, la piattaforma online per la ricerca e l'offerta di appartamenti e camere private: il colosso americano dovrà consegnare al comune nomi e indirizzi di chi affitta casa e fornire dettagli sulle attività.

Secondo la New York City Taxi and Limousine Commission, il numero dei veicoli attivi a New York è passato da circa 12600 unità del 2015 alle 80mila del 2018. Le polemiche sulla mossa di de Blasio e del Consiglio comunale sono immediate, e arrivano da clienti di Uber e non.

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