Turchia, si aggrava la crisi finanziaria e Erdogan invoca Dio

Paterniano Del Favero
Agosto 10, 2018

La valuta di Ankara, sotto attacco per via dei timori sulle politiche economiche del Paese, è arrivata a scambiare fino a 6,3 sul biglietto verde per poi recuperare un po' di terreno e trattare a 5,81.

Il crollo della lira turca, che ha perso un terzo del suo valore da inizio anno, sembra senza fine, mentre a causa dell'inflazione galoppante vola il rendimento dei titoli di Stato ben oltre il 20%.Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, chiama il suo popolo alla mobilitazione: prima ha lanciato un appello ai suoi connazionali esortandoli a "ignorare le campagne contro la Turchia". "Ci sono diverse campagne in corso, non prestate loro alcuna attenzione", ha detto Erdogan secondo quanto riporta l'agenzia di stampa statale Anadolu, citata da Bloomberg. "Una recessione e una crisi del debito costringerebbe la Turchia a implementare controlli sui movimenti di capitale e a richiedere un salvataggio al Fondo monetario internazionale" ha dichiarato l'economista di Berenberg, Carsten Hesse alla Cnn.

Il quotidiano britannico cita tra le banche più esposte Unicredit, Bbva e Bnp Pariba e sostiene che la situazione non sarebbe ancora "critica", ma solo in fase di monitoraggio. Tutto questo per l'Italia si traduce in un'impennata immediata dello spread, che dopo la chiusura della vigilia a 252 stamattina è salito sopra i 260 punti.

La situazione ha travolto Unicredit a Piazza Affari, con il titolo che ha ceduto il 4,11% a 13,8 euro in scia ai timori per l'esposizione della banca in Turchia, dove è proprietaria dell'istituto Yapi Kredi.

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