Sulla nave 20 tonnellate di hashish

Bruno Cirelli
Agosto 10, 2018

La Guardia di Finanza di Palermo ha sequestrato oltre venti tonnellate di hashish: si trovavano a bordo di una nave con bandiera panamense. I controlli della nave, con la relativa ispezione nel porto di Palermo per evitare ogni incidente, sono durati in tutto sei giorni, e per svuotare i locali dove era stipato l'hashish ci sono volute 14 ore di lavoro da parte dei vigili del fuoco.

Dopo essere partita da Las Palmas in Gran Canaria, la nave aveva dichiarato di essere diretta verso Tuzla (Turchia), via Alessandria (Egitto).

Dopo essere stata fermata la motonave è stata scortata ed ispezionata al porto di Palermo, qui la scoperta dei finanzieri del nucleo di polizia economico finanziaria del capoluogo siciliano, con il supporto operativo del gruppo aeronavale di Messina e la collaborazione del servizio centrale investigazione criminalità organizzata.

Nella complessa operazione, tutt'ora in corso, hanno fornito un indispensabile contributo operativo anche il Reparto aeronavale ed il Gruppo della Guardia di finanza di Palermo, oltre che Europol, il Maoc (Maritime analysis and operations centre) di Lisbona, la Dea statunitense e la Polizia criminale del Montenegro, nell'ambito del progetto di collaborazione per garantire la sicurezza nei Balcani Ipa (Instrument for pre-accession assistance). Le fiamme gialle ne hanno seguito le rotte notando un comportamento "sospetto" perchè durante la navigazione in acque internazionali antistanti le coste nordafricane ha spento ripetutamente il proprio trasmettitore Ais (Automatic Identification System), per nascondere la propria posizione e i propri movimenti. Un "comportamento sospetto" che, continua la Guardia di Finanza, ha consentito di ipotizzare "il coinvolgimento della motonave Remus nel traffico internazionale di stupefacenti" Ulteriori approfondimenti hanno consentito di definire ruoli e responsabilità dei membri dell'equipaggio, fino ad ipotizzare il loro pieno coinvolgimento nei traffici illeciti. Sono intervenuti anche gli operatori sanitari dell'Asp per monitorare le condizioni di salute dei militari impegnati nelle operazioni, rese difficili dalle esalazioni del combustibile. L'operazione si è svolta col coordinamento e la direzione della Dda di Palermo.

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