Moavero ricorda Marcinelle: "Siamo stati migranti anche noi". Lega: "Paragone irrispettoso"

Bruno Cirelli
Agosto 10, 2018

Sono del tutto condivisibili le parole pronunciate dal ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi nel giorno dell'anniversario della tragedia di Marcinelle in cui, nel 1956 persero la vita 132 minatori italiani.

Con il leader della Lega, Matteo Salvini, che affida l'irritazione ai capigruppo del suo partito: "Paragonare gli italiani che sono emigrati nel mondo, a cui nessuno regalava niente né pagava pranzi e cene in albergo, ai clandestini che arrivano oggi in Italia è poco rispettoso della verità, della storia e del buon senso", mettono nero su bianco Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo, rispettivamente, alla guida del carroccio alla Camera ed al Senato. Riconosciamo, con convinto rispetto, il loro inestimabile contributo alla storia d'Italia e dei luoghi dove si recarono. Non scordiamoci mai dei loro sacrifici. E ha aggiunto: "Siamo stati una nazione di emigranti, siamo andati stranieri nel mondo cercando lavoro" e bisogna ricordarlo "quando vediamo arrivare in Europa i migranti della nostra travagliata epoca".

Moavero, infatti, non ha fatto nulla per nascondere il suo intento chiaramente ideologico: "Oggi che siamo nei postumi della crisi economica, e che siamo di fronte alle sfide della migrazione, non dobbiamo dimenticare queste tragedie del passato che fanno parte di noi stessi, di quello che siamo stati e di quello che siamo". "Le arricchirono con la loro opera, intellettuale e manuale", aggiunge il ministro Maovero. "Siamo stati, fino ai primi anni sessanta del ventesimo secolo, appena ieri, una nazione di emigranti nel mondo - sottolinea ancora Moaver -. Tutti ce lo riconoscono e in alcuni paesi - pensiamo proprio al Belgio di Marcinelle - sono ascesi anche ai massimi livelli delle responsabilita' di governo". Pensiamoci, quando vediamo arrivare in Europa i migranti della nostra travagliata epoca.

L'immigrazione è una questione "prioritaria per l'Italia visto il flusso degli ultimi anni", e per il Governo "non deve essere una questione italiana o spagnola a seconda dei flussi, ma deve essere europea", anche perché se viene affrontata come Ue "non solleva solo problemi ma offre anche opportunità", ha detto Moavero al termine dell'incontro con il suo omologo belga Didier Reynders. E mentre Mattarella si richiama in generale al "valore delle sofferenze e del coraggio dei migranti in terra straniera alla ricerca di un futuro migliore", sulla stessa lunghezza del ministro degli esteri è invece il presidente della Camera Roberto Fico.

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