La testata di Spada diventa uno spot, esplode la polemica

Ausiliatrice Cristiano
Agosto 10, 2018

Uno spot promozionale dell'estate di Ostia ironizza sulla testata di Roberto Spada, reggente dell'omonimo clan - secondo i pm- ai danni del giornalista della troupe Rai di Nemo, Daniele Piervincenzi.

Un attore si prepara a declinare l'elenco di iniziative culturali e ricreative dell'estate di Ostia. "Ostia, un'estate senza testate. meglio che je lo spiego sennò capiscono male". E Avaro risponde: "Ma che voi?" Proprio quest'ultima frase era stata utilizzata più volte dall'aggiunto di Roma, Michele Prestipino e dal pm, Giovanni Musarò, che hanno condotto le indagini sull'episodio che ha visto protagonisti in negativo Roberto Spada e il suo braccio destro Ruben Alvez Del Puerto condannati a 6 anni di carcere con l'accusa di aver agito con metodo mafioso per l'aggressione ai giornalisti Rai, Piervincenzi e Edoardo Anselmi. "Provvederemo già da questa mattina a ritirare lo spot radiofonico sugli eventi estivi, che veniva trasmesso sulla metropolitana di Roma". Il testo della pubblicità è stato approvato dalla giunta M5S. Quando il Comune mi ha contattato per chiedermi se volevo prestare la mia voce allo spot, da cittadino di Ostia mi sono detto felice e orgoglioso. Mi hanno detto che era piaciuto molto. "Allo stesso tempo, non sono accettabili le strumentalizzazioni da parte di chi per una vita non ha fatto nulla contro la malavita e ha lasciato che le famiglie criminali prosperassero in quel territorio". "Volevamo sdrammatizzare" aveva dichiarato a caldo la minisindaca, difendendo le proprie scelte e per arginare l'ondata di reazioni: da Forza Italia che ieri ha chiesto subito un'interrogazione parlamentare al Pd, fino all'Fnsi. "Sinceramente io non riesco a vedere altro che autoironia nello spot". Questo territorio al 99% è fatto da persone oneste, che sapranno comprendere la delicatezza e l'ironia di questo spot.

Nell'interrogazione presentata dalla consigliera Masi si chiede chi abbia autorizzato lo spot e quanto sia costato al Municipio. "Si è fatto pagare semplicemente la sala, le sue spese, per un costo di 700 euro iva compresa". Che continua: "Abbiamo sempre condannato qualsiasi forma di violenza". Dopo la gaffe della pubblicità del mare di Roma sullo squallore di una banchina del Tevere anziché a Ostia, la giunta 5 Stelle assesta un altro colpo all'immagine di Ostia.

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