Nave con 20 tonnellate di hashish a bordo (Guardia di finanza)

Bruno Cirelli
Agosto 9, 2018

Successivamente, la nave è stata scortata nel porto di Palermo per l'ispezione e, dopo lo svuotamento di due serbatoi di prua, contenenti 20 mila litri di gasolio, sono stati trovati oltre 650 sacchi di iuta con 20 tonnellate di hashish di 13 diverse qualità, per un valore tra i 150 e i 200 milioni di euro.

Nella complessa operazione, tutt'ora in corso, hanno fornito un indispensabile contributo operativo anche il Reparto aeronavale ed il Gruppo della Guardia di finanza di Palermo, oltre che Europol, il Maoc (Maritime analysis and operations centre) di Lisbona, la Dea statunitense e la Polizia criminale del Montenegro, nell'ambito del progetto di collaborazione per garantire la sicurezza nei Balcani Ipa (Instrument for pre-accession assistance). Fin dai momenti dell'abbordaggio in acque internazionali, il loro comportamento è stato ritenuto sospetto perché nessuno ha saputo spiegare quali fossero le attività della Remus in mare. La scoperta è stata fatta dai finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria del capoluogo siciliano, con il supporto operativo del gruppo aeronavale di Messina e la collaborazione del servizio centrale investigazione criminalità organizzata. Una volta a bordo, i finanzieri non hanno ricevuto sufficienti spiegazioni sulle attività della nave.

La Remus, che ufficialmente si occupa di soccorso alle navi che hanno bisogno di rifornimento in mare, era partita dal porto di Las Palmas nelle isole Canarie, in Spagna, e la sua destinazione finale era Tezla, in Turchia.

Nel video si vede il momento dell'abbordaggio, in acque internazionale, dei finanziari, col conseguente arresto dell'equipaggio coinvolto nel traffico di droga. L'attività di ombreggiamento dell'imbarcazione, svolta con l'impiego di aeromobili e pattugliatori d'altura della Guardia di Finanza, ha permesso di verificarne il comportamento sospetto, posto che - durante la navigazione in acque internazionali antistanti le coste nord africane - ha spento ripetutamente il proprio trasmettitore AIS (Automatic Identification System), per occultare la propria posizione ed i propri movimenti. Ma lungo il tragitto ha fatto una sosta nel porto siciliano di Augusta per dirigersi verso Palermo, dove è stata intercettata e bloccata. "Il Mar Mediterraneo - sottolinea la Finanza - si conferma uno dei bacini mondiali maggiormente interessati dai traffici illeciti".

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