Vaccini, Trizzino M5S: "Ho visto bambini morire di morbillo, no alle deroghe"

Barsaba Taglieri
Agosto 6, 2018

"Chiarisco subito che in questa prima fase ho voluto comprendere la reale posizione del M5S, del nostro gruppo in Commissione e del ministro".

Oggi tocca al deputato palermitano Giorgio Trizzino, direttore sanitario dell'ospedale dei Bambini nel capoluogo siciliano, e quindi un esperto in materia, andare contro lo slittamento dell'obbligo. La senatrice Elena Fattori (M5S) ha infatti votato contro: "rispetto la scelta del mio gruppo ma per storia personale, professionale e dolorosamente di madre non posso fare altro che dissociarmi ed esprimere un indignato voto contrario". Se così fosse, alla riapertura delle scuole a settembre, i genitori dovranno presentare l'autocertificazione delle avvenute vaccinazioni obbligatorie dei figli per nidi e materne.

Il governo ha approvato l'emendamento proposto da Lega e M5S che rinvia al 2019 l'obbligo vaccinale per iscrivere i bambini a scuola.

Nelle settimane scorse la ministra della Salute, Giulia Grillo aveva emanato una circolare: questa prevede che per i minori da 6 a 16 anni, quando non si tratta di prima iscrizione, resta valida la documentazione già presentata per l'anno scolastico 2017-2018, se il minore non deve effettuare nuove vaccinazioni o richiami.

"Il mio ruolo di direttore sanitario e di igienista - conclude Trizzino - mi impone di avere una posizione chiara sul tema ed è quello che farò senza equivoci o fraintendimenti".

È di 22.000 il numero dell firme che verranno consegnate il 7 agosto al ministro Giulia Grillo e al sottosegretario Maurizio Fugatti da due comitati spontanei, nati in Trentino e in Alto Adige per chiedere "di superare rapidamente l'obbligo vaccinale e soprattutto le esclusioni dei bambini 0/6 anni dai servizi per la prima infanzia".

"Non si ritenga che per garantire l'accesso agli asili nido ed alle scuole materne si possa immaginare qualsiasi forma di deroga sull'obbligo a vaccinare i bambini".

"Le malattie virali sono molto pericolose per i nostri figli e rappresentano un rischio supplementare che abbiamo il diritto di non correre, perché può essere facilmente evitato", scrivono preoccupate.

Quindi il medico e senatore si dice "convinto comunque della necessità di un confronto aperto da cui generare future posizioni condivise e pubbliche". "Non si ritenga - scrive su Facebook - che per garantire l'accesso a asili nido e materne si possa immaginare qualsiasi forma di deroga sull'obbligo a vaccinare i bambini". Ma che ha causato anche qualche tensione tra gli esponenti dei Cinque Stelle.

A poco è valsa la rassicurazione degli altri membri del gruppo pentastellato che, di fronte al fuoco incrociato dopo l'ok all'emendamento, hanno sottolineato di non essere "assolutamente" no-vax e hanno annunciato un ddl per gestire le vaccinazioni "in base ai dati scientifici ed epidemiologici che avremo con il pieno funzionamento dell'anagrafe vaccinale, che finora non era ancora stata istituita".

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