Attentato con droni contro il presidente Maduro, 7 feriti

Bruno Cirelli
Agosto 5, 2018

Purtroppo, ha proseguito, "le esplosioni hanno causato ferite a sette membri della Guardia nazionale bolivariana che sono stati ricoverati in ospedale". A sua volta, la Colombia ha respinto tutte le accuse.

Appena tre ore dopo essere sfuggito a un attentato, il presidente del Venezuela Nicolas Maduro, ha dichiarato che alcuni dei responsabili sono stati arrestati "e sono già sotto processo". Fonti della presidenza colombiana hanno dichiarato che non esiste alcun fondamento per le accuse di Maduro e che la Colombia non ha mai cercato di intervenire negli affari interni di un altro Paese.

Una o forse due esplosioni - secondo le testimonianze - hanno scosso la capitale durante la cerimonia sulla Avenida Bolívar in occasione dell'81esimo anniversario della creazione della Guardia nazionale. Sui social circolano anche foto che mostrano un incendio scoppiato in un palazzo, conseguenza a quanto sembra di una delle esplosioni.

Dopo l'attacco unità militari hanno preso posizione vicino ai punti nevralgici della zona della Avenida Bolivar.

Il presidente ha poi raccontato che "l'artefatto volante è esploso di fronte a me", e di come la sua "prima reazione è stata l'osservazione".

Il ministro ha poi aggiunto, nel suo discorso alla Nazione e dopo aver confermato che sconosciuti hanno realizzato contro il presidente un "tentativo di attentato", che Nicolas Maduro è rimasto completamente illeso ed è "riunito per esaminare con i suoi collaboratori, i ministri e i vertici militari, l'accaduto". Da parte sua, il capo dello Stato venezuelano ha inoltre sostenuto che alcuni dei finanziatori dell'attacco si trovano a Miami, augurandosi che il presidente americano Donald Trump sia "disposto a combattere i gruppi terroristici".

Un piccolo gruppo quasi sconosciuto che si fa chiamare 'Soldati in T-shirt' ha rivendicato il fallito attentato. L'agenzia Ap, che riporta la notizia, sottolinea che non è stato possibile verificare in modo indipendente l'autenticità del messaggio. "Abbiamo dimostrato che sono vulnerabili, oggi il piano non ha funzionato ma è solo questione di tempo".

Alla fine di giugno 2017 un gruppo di agenti di sicurezza venezuelani guidati da Perez hanno rubato un elicottero della polizia, lanciando granate e sparando all'edificio del Ministero degli esteri e della Corte suprema, annunciando l'inizio della lotta contro il regime del presidente Nicolas Maduro.

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