Bergamo, morte due neonate per pertosse

Barsaba Taglieri
Agosto 4, 2018

Le loro madri, riporta sempre il quotidiano, una italiana e residente vicino a Treviglio e l'altra di origine romena, residente nel Cremasco ma che gravita nella Bergamasca, avevano avuto una gravidanza senza problemi ma, come emerso dagli accertamenti medici, "nessuna delle due era vaccinata per la pertosse" né si era sottoposta di recente a "una profilassi protettiva contro questa malattia". Il batterio procura un'infezione alle vie respiratorie, che nella fase iniziale procura al contagiato tosse lieve, febbre e secrezioni nasali per una o due settimane.

La trasmissione avviene solo fra esseri umani.

"Siamo rimasti al suo fianco per giorni, Martina ha lottato fino alla fine - ha continuato orgogliosa mamma Veronica, con gli occhi pieni di lacrime - Ha subìto un intervento di otto ore e, nonostante il respiratore per lei non fosse sufficiente, è rimasta stabile finché sono riusciti ad attaccarle un macchinario modernissimo per aiutarla a respirare". A differenza delle altre malattie infantili, l'immunità conferita da una prima infezione declina col tempo.

È diffusa in tutto il mondo, ma è diventata assai rara, specialmente nei Paesi in cui è stata introdotta la vaccinazione generalizzata nell'infanzia. "Se, come dimostrano le ultime rilevazioni delle coperture il 96% dei nati 2015 risultava vaccinato, sui richiami dopo i 7 anni è necessario intensificare gli sforzi", osserva il titolare della Sanità lombarda. Il medico ha evidenziato che i casi di pertosse stanno aumentando ed è "pericolosissimo" per i bambini. In Italia la pertosse viene obbligatoriamente notificata alle autorità sanitarie. L'obiettivo "è proteggere il feto attraverso la trasmissione degli anticorpi della mamma". E nel neonato e nei piccoli al di sotto di 1 anno, la pertosse può essere mortale. Un adeguato trattamento antibiotico permette la guarigione in una quindicina di giorni. Il contagio avviene per via aerea. La terapia consiste di antibiotici, spesso l'eritromicina, che può essere associata a antitussivi, sedativi, antispasmodici.

A Bergamo sono morte due neonate dopo aver contratto la pertosse, le madri non erano vaccinate. A spiegarlo è Susanna Esposito, ordinario di Pediatria presso l'Università degli Studi di Perugia e presidente dell'Associazione mondiale per le malattie infettive e disordini immunologici (Wadid). "Questo è il caso del vaccino contro la pertosse, dove addirittura la malattia stessa non fornisce una protezione permanente", ha scritto su Facebook.

Due neonate sono morte a causa della pertosse nel Bergamasco. "Su questo occorre rassicurarle - spiega la prof Cromi -, dal momento che per il vaccino anti-pertosse abbiamo abbondanza di dati". Ma - come sottolinea il anche famoso virologo lecchese Roberto Burioni - sarebbe buona prassi vaccinarsi per le donne in gravidanza, sia quelle che non l'hanno mai fatto, che quelle vaccinatesi da piccole.

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