Medici italiani salvano la vita ad una bambina data senza speranze

Barsaba Taglieri
Agosto 3, 2018

Trasportata a Firenze, l'équipe del dottor Morabito con sei ore di intervento usando tecniche di grande avanguardia (la "Spiral intestinale lengthening and tailorilng") e oltre 3mila punti di sutura è riuscita a portare a termine l'intervento.

E' stata operata con successo dall'equipe di ricostruzione intestinale guidata dal professor Antonio Morabito. È la storia a lieto fine di una bimba brasiliana di 13 anni affetta da una grave malattia congenita che l'aveva portata alla sindrome dell'intestino corto e di conseguenza alla somministrazione di nutrienti direttamente per via venosa. Alla bambina è stato ricostruito l'intestino restituendogli un diametro adeguato e una motilità normale.

Per arrivare a questo il team ha dovuto rimuovere un segmento di intestino precedentemente trattato ed eliminare grappette metalliche risalenti ai precedenti interventi.

La piccola paziente era arrivata in Italia, all'ospedale pediatrico Meyer di Firenze, dal Brasile dove, dopo due operazioni non andate a buon fine, i medici non le avevano dato speranze di sopravvivenza. Successivamente i medici hanno "disteso" l'intestino recuperando in lunghezza e riportandone il diametro a una dimensione normale. Il suo intestino aveva perso completamente la peristalsi (ovvero la motilità) e si era dilatato tantissimo con il risultato che qualsiasi cosa mangiasse finiva per 'stagnare', fermentando, con gravi conseguenze e il rischio di complicanze gravi (come la traslocazione batterica, ovvero la migrazione dei germi dall'intestino al sistema linfatico). "Per noi è un onore aver portato questa specialità al Meyer, che adesso è l'unico centro europeo per la cura di questa patologia e che colloca il nostro ospedale al livello dei più importanti centri mondiali" ha dichiarato il professor Morabito, aggiungendo: "Abbiamo avviato un percorso che apre interessanti prospettive terapeutiche e di ricerca, in direzione di una medicina sempre più personalizzata". La piccola ora sta bene e ha già diminuito l'uso della nutrizione parentale totale.

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