Cancro pancreas, cannabis triplica la sopravvivenza

Barsaba Taglieri
Agosto 3, 2018

Abbiamo trovato che i topi con cancro del pancreas sopravvivono quasi tre volte di più se un componente della cannabis medicinale è stato aggiunto al loro trattamento di chemioterapia.

Uno studio portato avanti in concomitanza tra Queen Mary University di Londra e Curtin University, a Bentley, in Australia, ha messo in risalto le proprietà curative di una molecola contenuta all'interno della cannabis, la pianta usata per la produzione di marijuana. Marco Falasca, l'autore principale di questa ricerca, ha spiegato che se questa sostanza estratta dalla cannabis si aggiunge al comune trattamento a base di farmaci chemioterapici l'aumento della sopravvivenza delle cavie di laboratorio si triplica.

Il cannabinoide Cannabidiolo (CBD) contenuto nella cannabis, se utilizzato a fianco della chemioterapia, aumenta nei topi di tre volte la sopravvivenza per tumori al pancreas.

Qualora i risultati ottenuti sui topi, si potranno replicare sulle persone il cannabidiolo potrebbe entrare quindi immediatamente senza dover aspettare tutti i tempi tecnici approvazione di ogni farmaco da parte delle autorità regolatorie. La ricerca è stata pubblicata su Oncogene.

Quello al pancreas e' un cancro molto aggressivo e tra quelli meno curabili. La cannabis non è una sostanza psicoattiva, dunque non ha effetti collaterali se utilizzata per scopi farmaceutici. Infine, il cannabidiolo e' noto anche per la sua efficacia nel ridurre gli effetti avversi della chemio, nausea, diarrea, vomito, quindi aumenterebbe anche la qualita' di vita dei pazienti. Stando alle stime, solo l'8% di chi è affetto da questo tipo di patologia oncologica è ancora vivo a cinque anni dalla diagnosi.

In particolare, le ricercatrici della Fondazione Edo ed Elvo Tempia Giovanna Chiorino e Lidia Sacchetto, attualmente dottoranda del dipartimento di matematica del Politecnico di Torino, hanno contribuito allo studio delineando la modalità che fa sì che nel tumore pancreatico ci sia una sovraespressione di GPR55, il recettore che viene inibito dal Cannabidiolo. I risultati di questa ricerca verranno presentati oggi venerdì 24 novembre nel corso del convegno intitolato: "La ricerca pre-clinica e l'approccio multidisciplinare nel tumore del pancreas: vantaggi e opportunità nella pratica clinica".

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