Bergamo: due neonate morte di pertosse. Burioni: le madri non erano vaccinate

Barsaba Taglieri
Agosto 3, 2018

La prima - sempre secondo quanto riferisce Gallera -, residente in provincia di Bergamo, è stata trasferita dall'ospedale di Alzano Lombardo il 16 giugno e deceduta il 23 giugno, mentre la seconda, residente in provincia di Crema, ricoverata all'ospedale di Treviglio è giunta al Papa Giovanni il 27 luglio e deceduta il 30 luglio. Malattia che si è rivelata letale per le piccine e che, si è scoperto, aveva colpito anche le loro mamme.

Il caso è stato diffuso e commentato sui social dal virologo Roberto Burioni, che da anni sta conducendo una tenace battaglia a favore dei vaccini.

Due neonate morte di pertosse nel giro di un mese. È annoverata fra le malattie infantili assieme alla rosolia, al morbillo, alla varicella e alla parotite e colpisce in effetti prevalentemente bambini sotto i 5 anni. Sono infatti frequenti le complicazioni a carico del sistema nervoso con possibili danni permanenti a causa della scarsa ossigenazione del sangue durante gli accessi di tosse.

Entrambe le bambine erano troppo piccole per essere vaccinate. "Proprio nella bergamasca - aggiunge - la prossima settimana partirà una campagna di sensibilizzazione presso consultori e ospedali che coinvolgerà le donne nel terzo mese di gravidanza per promuovere la vaccinazione antidifterite tetano, pertosse, che è quella che comprende l'antipertossica".

La pertosse ancora oggi infetta ogni anno più di 15 milioni di persone nel mondo: la stragrande maggioranza però nei Paesi in via di sviluppo, dove il tasso di vaccinazione è decisamente inferiore. "Il vaccino acellulare (attualmente contenuto nell'esavalente) e' efficace in quasi il 90% dei vaccinati, ma l'immunita' tende a svanire con il tempo; quando questo accade si e' comunque protetti dalla malattia in forma grave, ma si puo' ospitare il microrganismo nella propria gola ed essere una fonte di infezione per gli altri". "Infine è opportuno che i fratelli, i parenti, il padre si sottopongano ad un richiamo del vaccino, in modo da rendere impossibile che il batterio della pertosse, dopo averli infettati, arrivi nella gola del neonato", spiega. Inoltre, siccome l'immunità contro questa infezione è sempre molto debole, le madri non riescono a trasmettere ai loro figli una quantità adeguata di anticorpi durante la gravidanza: alla nascita i neonati saranno quindi estremamente vulnerabili. Possiamo però proteggerli ugualmente: prima di tutto dobbiamo vaccinare la madre in gravidanza, affinché abbia anticorpi da trasmettere; poi dobbiamo vaccinare i bambini tempestivamente e senza ritardi, in modo che quanto prima possano difendersi da soli da questa minaccia.

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE