Catalogna, Puigdemont torna in Belgio: "Sanchez indichi soluzione"

Bruno Cirelli
Luglio 30, 2018

Quattro mesi dopo il suo arresto in Germania, Carles Puigdemont torna in Belgio e promette che continuerà a "difendere la giusta causa del popolo catalano". Appena arrivato ha subito incontrato la delegazione della Catalogna all'Unione europea, tra i presenti l'attuale presidente catalano Qim Torra ed altri ex ministri in esilio. Poi si recherà a Waterloo, fuori Bruxelles, per una cerimonia di accoglienza che si terrà a partire dalle 16.

"Speriamo che il presidente Sanchez approfitti delle sue vacanze per proporre una soluzione per la Catalogna perché il suo periodo di grazia sta finendo" l'avvertimento lanciato dall'ex presidente catalano al premier spagnolo Pedro Sanchez nella conferenza stampa.

"Questa non è la fine del viaggio". E lo farà innanzitutto provando a mettere in piedi un 'Consiglio della Repubblica', organo non ufficiale della causa separatista in esilio, mirando alla sua internazionalizzazione. "Viaggerò fino all'ultimo angolo del nostro continente per difendere la giusta causa del popolo catalano", ha dichiarato in inglese. Da qui, non lontano dal luogo della sconfitta di Napoleone nel 1815, il leader indipendentista 55enne ha invitato le autorità spagnole a liberare i prigionieri politici: "Non c'è alcuna ragione politica, giudiziaria e democratica che giustifichi che passino un minuto di più in prigione", ha affermato, accolto dagli applausi dei simpatizzanti sotto un sole cocente, mentre alcuni sventolavano bandiere catalane. La mossa di Madrid è arrivata nelle scorse settimane a seguito della decisione della giustizia tedesca di concedere l'estradizione in Spagna del leader indipendentista catalano solo per il reato di malversazione e non per quello di ribellione. Era stato poi arrestato in Germania lo scorso marzo, mentre stava facendo rientro in macchina in Belgio dalla Finlandia.

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