California, 6 morti nei roghi. Evacauata parte della Napa Valley

Bruno Cirelli
Luglio 30, 2018

Due morti, decine di dispersi, tre feriti, 500 strutture distrutte e altre 5mila minacciate dal fuoco. Le fiamme, favorite dalle alte temperature e spinte dal forte vento, si sono estese su un'area di circa 120 chilometri. "Uno dei problemi che i pompieri si trovano ad affrontare è la mancanza di personale".

Le persone evacuate dalle case sono 38 mila è stato proclamato lo stato di emergenza parziale e il presidente Donald Trump ha firmato un decreto ordinando all'agenzia di gestione delle emergenze (Fema) di sostenere le autorità della contea. Mentre la Grecia combatteva contro i suoi roghi, il violento incendio sulla costa occidentale americana chiamato "Carr Fire" è divampato a seguito di un guasto meccanico a un veicolo nella Whiskeytown National Recreation Area, lo scorso lunedì.

Le fiamme continuano a essere fuori controllo e, complici le elevate temperature, stanno dando vita a fenomeni meteorologici propri come i "firetornado", dei tornado di fuoco. Oltre al Carr Fire nel Nord, la California brucia anche al centro, dove le fiamme hanno costretto alla più importante chiusura degli ultimi 30 anni dello Yosemite National Park.

Un incendio che siccità, caldo e venti rendono particolarmente pericoloso e imprevedibile, dicono i portavoce dei circa 3.400 vigili del fuoco impegnati senza sosta da mercoledì sul fronte dei roghi che si allargano in tutte le direzioni, spingendosi in particolare verso sud-est. Il parco, inaccessibile dal 25 luglio per facilitare l'intervento dei Vigili del fuoco, resterà chiuso fino al 3 agosto. La nuova emergenza incendi, dopo quella del 2017, ha rimesso in discussione i sistemi di allarme ed evacuazione.

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