Scienziati italiani scoprono acqua liquida su Marte foto video

Geronimo Vena
Luglio 26, 2018

Allora gli scienziati hanno cambiato il programma tracciando finalmente con certezza i confini del lago dove l'acqua rimaneva liquida grazie a una sorta di antigelo, cioè dei sali che erano stati trovati anche in superficie dalla sonda Phoenix.

Un lago di acqua salata c'è davvero su Marte e la scoperta è frutto della tecnologia e della scienza di 22 ricercatori italiani, e soprattutto della loro determinazione a indagare uno dei misteri più intriganti del Pianeta Rosso. Qualche eco radar insolitamente forte era già stata osservata dai ricercatori del team di Marsis nel corso degli anni, ma senza ottenere mai una evidenza sperimentale certa della presenza di acqua allo stato liquido.

Sulla rivista scientifica Science considerata una delle più prestigiose riviste in campo scientifico è stata presentata una importante scoperta compiuta da italiani. Le onde - quando incontrano un ostacolo - tornano indietro e da questa "eco" è possibile identificare composizione chimica, strati, temperature, ecc.: capite bene che scegliendo le onde giuste si potranno raggiungere profondità del suolo marziano altrimenti irraggiungibili. Il presupposto di partenza infatti potrebbe essere lo stesso che spinge a pensare che ci possa essere vita su Europa, la luna ghiacciata di Giove. L'agenzia spaziale Asi partecipa all'impresa mobilitando i nostri specialisti dell'Istituto nazionale di astrofisica, delle università La Sapienza, Roma Tre, D'Annunzio e del Cnr. "Marsis è uno strumento straordinario" e questa scoperta "è un passo enorme, uno studio interamente firmato da italiani" dice ancora Enrico Flamini. È l'unico radar che avrebbe potuto scoprire la presenza di acqua liquida in profondità, perché opera a frequenze tra 1.5 e 5 MHz e questo lo rende capace di penetrare il terreno marziano fino a una profondità di 4 o 5 km, in funzione delle caratteristiche geofisiche. Le successive missioni hanno confermato sempre più tale presenza. "Il grande dilemma era quindi quello di dove sia finita tutta quell'acqua" racconta Roberto Orosei dell'Inaf, primo autore dell'articolo. "Buona parte di questa -evidenzia Orosei- è stata portata via dal vento solare, che spazzò quella che mano a mano si vaporizzava dalla superficie degli specchi d'acqua". "Ma una parte doveva essere rimasta intrappolata nelle profondità".

Il radar Marsis fu ideato e proposto dal professore Giovanni Picardi dell'Università la Sapienza di Roma, e la sua realizzazione fu gestita dall'Agenzia Spaziale Italiana ed affidata a Thales Alenia Space Italia. "Un contributo importante venne dai colleghi del JPL della NASA e dell'Università dell'Iowa".

"E' una scoperta incredibile", ha commentato il presidente dell'Asi, Roberto Battiston. "Sono decenni che il sistema spaziale italiano è impegnato nelle ricerche su Marte insieme a Esa e Nasa" ricorda Battiston. Parlando a margine della conferenza stampa all'Asi, Orosei spiega che "questo corrisponde ad una quantità di acqua di diverse centinaia di milioni di metri cubi". "Per poter interpretare i dati radar si simulano le proprietà fisiche dei pianeti, come Marte".

Scoperta clamorosa su Marte.

Ha tutti i requisiti per ospitare la vita, il grande lago sotterraneo scoperto su Marte dai ricercatori italiani che hanno utilizzato i dati del radar Marsis, a bordo della sonda europea Mars Express. "'Accidenti questa è proprio acqua!' abbiamo urlato", riferisce Pettinelli.

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE