Israele diventa per legge "stato ebraico" ed estromette le altre religioni

Bruno Cirelli
Luglio 22, 2018

La Knesset, il Parlamento israeliano, ha approvato la legge che definisce ufficialmente Israele "Stato-nazione del popolo ebraico" in quanto "patria storica degli ebrei" che dunque sono i soli ad avere "il diritto dell'autodeterminazione" nel territorio.

Il dualismo fra "ebraico" e "democratico" esiste fin dalla nascita dello stato; basti pensare alla Legge del ritorno che consente agli ebrei del mondo di diventare cittadini di Israele immigrando nel paese.

Di tutt'altro avviso i partiti di opposizione e molti osservatori stranieri, secondo cui la legge marginalizzerà la minoranza araba che vive nel Paese (il 20% circa della popolazione israeliana).

La posizione del governo è netta: la nuova legge formalizza e "costituzionalizza" il carattere esistente dello Stato. Il diplomatico aveva detto che la norma "puzzava di razzismo" e avrebbe potuto danneggiare la reputazione internazionale di Israele. Essendo oggi con questa legge uno "stato esclusivamente ebraico" cristiani e musulmani non potranno più accampare diritti. L'approvazione della legge è stata definita dal primo ministro Benjamin Netanyahu "un momento decisivo". Durante la riunione parlamentare, Avi Dichter, promotore della legge e capo del comitato per gli Affari esteri e la Difesa, si è rivolto ai legislatori arabi: "Eravamo qui prima di voi, e ci saremo dopo di voi". La clausola più controversa, che sembrava aprire la strada alla creazione di comunità segregate per nazionalità o religione, è stata rimossa dalla legislazione all'inizio di questa settimana. In particolare il Centro legale cita il sostegno dello Stato alla cultura ebraica e allo sviluppo degli insediamenti, oltre all'incentivo al ritorno degli ebrei della diaspora in Israele. Anche il presidente della Lista comune, Ayman Odeh, ha sollevato una bandiera nera durante il dibattito contro la Legge fondamentale. "Oggi dovrò dire ai miei figli, e a tutti i figli delle città arabo-palestinesi del Paese, che lo Stato d'Israele ha dichiarato che non ci vuole più qui, che d'ora in avanti diventiamo cittadini di seconda classe".

In questo modo, il governo israeliano ha deciso di non tenere in conto la richiesta dell'Autorità nazionale palestinese di avere Gerusalemme Est come capitale dello Stato palestinese. "Deve essere evitata ogni soluzione che non punti alla soluzione a due Stati".

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