Ferrari: finisce l'era Marchionne, al vertice Louis Camilleri

Paterniano Del Favero
Luglio 22, 2018

NEW YORK Anche negli Usa lo conoscevano in pochi il giorno in cui fu annunciato il suo ingresso nel consiglio di amministrazione della Fiat nel 2003. L'accelerazione dei programmi è frutto di un aggravarsi delle condizioni di salute che non consentiranno più al super-manager di riprendere il lavoro. Situazioni umane insondabili che impongono il massimo rispetto. Ancora di più il 27 giugno durante la sua ultima apparizione in pubblico, per la presentazione della nuova Jeep Wrangler che avranno in dotazione i carabinieri.

Quest'oggi sono stati convocati d'urgenza i cda del gruppo Ferrari, FCA e CNH Industrial per esaminare il nodo della successione all'amministratore delegato Sergio Marchionne, a causa del prolungarsi della degenza per l'intervento chirurgico subito alla spalla destra la settimana scorsa. A portarlo sotto i riflettori il successo ottenuto nel risanamento di Sgs, colosso elvetico nei servizi di ispezione, verifica e certificazione, di cui divenne amministratore delegato nel 2002. Ed è questa consapevolezza ha portato Marchionne a lottare per quanto ha potuto negli ultimi anni per trovare il partner capace di completare e l'identità della Fca, e traghettarla verso il prossimo decennio. Manley è stato scelto fra una rosa che comprendeva Alfonso Altavilla, capo delle operazioni in Sud Europa, e Pietro Gorlier, capo di Magneti Marelli. È membro del Cda del Cavallino e presidente della Philip Morris. Il suo patrimonio personale è valutato in 150 milioni. E' la carta d'identità del futuro amministratore delegato della Ferrari, il braccio operativo di Maranello che risponderà direttamente al presidente in pectore, Jaki Elkann.

Il compito che aspetta Manley e Camilleri è titanico.

Fca, chiusa l'era Marchionne.

Resta un alone di mistero in merito alle condizioni di Sergio Marchionne. Sulle sue condizioni cliniche vige il riserbo più assoluto, ma il repentino avvicendamento del manager canadese con altri uomini non lascia spazio a molti dubbi: Marchionne è gravemente malato, per cui in casa Fiat hanno dovuto fare i conti la necessità di sostituirlo.

Marchionne, classe 1952, ha presentato il primo giugno il nuovo piano Fca per il periodo 2018-2022. Negli anni della guerra la famiglia materna fu colpita da due tragici lutti, causati dal clima di scontro etnico tra italiani e slavi che da decenni aveva avvelenato quella regione di confine. Molto più difficile la partita con Alfa e Maserati che sono andate allo scontro diretto con Bmw, Mercedes e Audi. I risultati ottenuti in Sgs - che fra i suoi clienti aveva proprio Fiat - lo portarono all'attenzione del Lingotto, alle prese con la crisi aggravata dalla scomparsa di Gianni Agnelli. Sarà da qui che Manley dovrà ripartire senza dimenticare la Borsa che, con tutta probabilità, lunedì risponderà in maniera rabbiosa all'uscita di Marchionne.

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