Ungheria deferita alla corte Ue: "Non ha rispettato le quote sui migranti "

Bruno Cirelli
Luglio 21, 2018

La Commissione Europea ha deferito l'Ungheria alla Corte di Giustizia Ue per non aver rispettato la legge per la ripartizione dei migranti e richiedenti asilo e ha inoltre avviato una procedure di infrazione per la legge "Stop Soros" approvata al fine di criminalizzare le attività a sostegno dei richiedenti asilo. Inoltre, ha inviato un'ulteriore "lettera di messa in mora" - che è il primo passo per avviare una procedura d'infrazione - per la cosiddetta legge "Stop Soros", perché viola "le leggi Ue, la carta dei diritti fondamentali e i Trattati". Se, nonostante la sentenza della Corte di giustizia europea, il paese continua a non rettificare la situazione, la Commissione può deferirlo dinanzi alla Corte di giustizia.

Nel primo caso, la procedura di infrazione risale al dicembre 2015; il parere motivato, il secondo stadio della procedura, è del dicembre 2017.

Condizioni di accoglienza: la Commissione ritiene che il trattenimento a tempo indeterminato dei richiedenti asilo nelle zone di transito senza rispettare le garanzie procedurali applicabili sia in violazione delle norme dell'Ue stabilite nella direttiva sulle condizioni di accoglienza.

Procedure di asilo: mentre la legislazione dell'UE prevede la possibilità per gli stati membri di istituire zone di transito alle frontiere esterne, la legislazione ungherese non soddisfa i requisiti della direttiva sulle procedure di asilo in quanto consente solo di presentare domande di asilo all'interno di tali zone di transito in cui l'accesso è concesso solo a un numero limitato di persone e dopo periodi di attesa eccessivamente lunghi. La legge ungherese, in più, non rispetta la direttiva sui rimpatri, poiché non assicura che le decisioni di rimpatrio siano emesse individualmente, né che includano le informazioni sulle possibilità di ricorso legale. Tra gli elementi critici elencati il fatto che si limita così "il diritto dei richiedenti asilo di comunicare con ed essere assistiti da organizzazioni nazionali, internazionali e non governative competenti".

La pena andrà da pochi giorni fino ad un anno di carcere e servirà a fermare chi cerca di far entrare nel paese gli immigrati e di aiutarli ad ottenere il permesso di asilo. La Commissione di Venezia del Consiglio d'Europa ha concluso che, violando le libertà di associazione e di espressione, dovrebbero essere ritirate.

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