Ilva, Calenda contro Di Maio: 'Nostre procedure non corrette? Totali idiozie'

Paterniano Del Favero
Luglio 21, 2018

A Di Maio ha segnalato "zone d'ombra" nella gara che ha visto sconfitta AcciaItalia, l'altra cordata, guidata da Jindal (che prometteva sì una decarbonizzazione, ma assai parziale e, soprattutto, non pareva avere il profilo economico e industriale dei rivali).

"Idiozie, speculazioni che non hanno a che vedere con la realtà".

Le immagini che testimoniano l'assenza dei deputati dei due partiti attualmente al governo è stato il dem Filippo Sensi.

"Le criticità rilevate dall'Anac - ha detto ancora il ministro Di Maio - sono macigni, sono gravissime e questo governo, io in primis, non possiamo far finta di niente come è accaduto per troppo tempo. Se la procedura fosse stata corretta, ci sarebbero state molte più offerte, e tutte migliori, anche quella di Arcelor". Il ministro e vicepremier si riserva un passaggio intermedio: "Chiederò chiarimenti ai Commissari, avvierò un'indagine interna al ministero e chiederò un parere all'Avvocatura dello Stato".

Va inoltre ricordato che la gara è stata lanciata, esperita e aggiudicata in base a una precisa normativa, passata al vaglio anche dell'Antitrust europeo che a maggio ha dato l'ok a Mittal benché sotto condizione: l'eliminazione del gruppo Marcegaglia dal consorzio di acquisto e numerose cessioni tra cui gli impianti di ArcelorMittal di Piombino, oltre a Liegi (Belgio), Dudelange (Lussemburgo), Skopje (Macedonia), Ostrava (Repubblica Ceca) e Galati (Romania). "E su questo caso specifico vogliamo andare in fondo per capire chi non ha sorvegliato, e chi ne dovrà rispondere politicamente".

'Caro Luigi Di Maio hai detto in Parlamento cose gravi e false su #ILVA. La responsabilità sulla gara e' mia. A differenza tua non ho bisogno di inventarmi "manine". "E assumiti la responsabilità di annullare la gara se la ritieni viziata", conclude. Mentre il piano ambientale è stato gestito dal ministero dell'Ambiente con una procedura specifica e infine eventuali rilanci delle offerte sono stati esclusi dall'Avvocatura dello Stato. Per Paolo Peluso, segretario della Cgil Taranto, "la relazione Anac in realtà non sposta nulla".

Immediata la replica di Carlo Calenda: "È una beata menzogna, la relazione Anac dice che la gara è valida. Il solito scaricabarile". Per il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, "la questione non deve diventare occasione di scontro politico". Qui la melina è molto rischiosa: perché si nutre del retropensiero di una qualche forma di nuova nazionalizzazione che, prima dell'agonia finale, caricherebbe sulle spalle degli italiani il fardello dell'ultima utopia.

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