Task force sulla flat tax ma compatibile con spazi finanziari

Paterniano Del Favero
Luglio 20, 2018

Pace fiscale sì ma niente nuovi condoni. Queste le parole usate dal ministro dell'Economia Giovanni Tria durante l'audizione in Commissione Finanze del Senato.

Ecco il Tria-pensiero esposto in Parlamento.

"Le riforme vanno affrontate attraverso una rimodulazione e un cambiamento del sistema di entrate e uscite", ha spiegato il ministro. E visto lo stato di salute dei nostri conti pubblici si può tranquillamente affermare che il cavallo di battaglia elettorale della Lega è stato spedito in soffitta.

Niente sogni pindarici di una rapida introduzione della flat tax e del reddito di cittadinanza. Il ministro ha comunque sottolineato che sia flat tax che reddito di cittadinanza arriveranno compatibilmente "con gli spazi finanziari". La task force istituita per attuare il programma di governo ha "l'obiettivo di analizzare i profili di gettito e distributivi del sistema in vista della definizione della flat tax, in un quadro coerente di politica fiscale e in armonia con i principi costituzionali di progressivita' dell'imposta".

- preparare il terreno alla riduzione della pressione fiscale.

INVESTIMENTI - Per il titolare di via XX Settembre "in Italia occorre ripristinare condizioni di stabilità e certezza per attrarre investimenti esteri e per sostenere i consumi delle famiglie e gli investimenti delle imprese". "In Italia gli oneri amministrativi per i contribuenti sono già molto elevati - rileva -".

Il governo porrà inoltre attenzione alla ridistribuzione, "in particolare con il sostegno alle fasce più deboli della popolazione, destinando risorse pubbliche ad assicurare il welfare e la tutela del benessere dei cittadini e la progressiva riduzione della pressione fiscale sui redditi bassi e medi".

PIL - Quanto alle previsioni, quelle più recenti degli organismi internazionali per il 2019 "indicano un rallentamento dell'economia dei principali Paesi europei, pur mantenendo tassi di crescita ampiamente positivi, che evidentemente avrà effetti anche sull'economia italiana". Da questo punto di vista Tria ha spianato la strada a una riforma dell'Irap, l'imposta regionale sulle attività produttive che, come ha detto lui stesso, "non è ragionevole neppure dal punto di vista della logica economica". Il ministro, alla domanda se all'interno della riforma strutturale del fisco c'è anche l'Irap, risponde: "Certo".

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