Oms: parmigiano, olio e pizza dannose come il fumo

Bruno Cirelli
Luglio 19, 2018

Addirittura si parla di immagini e scritte choc, come quelle sui pacchetti di sigarette. E la stessa fine potrebbero fare anche pizza, vino e olio d'oliva. Lottare contro diabete, cancro e malattie cardiovascolari è corretto. In settembre a New York si terrà un incontro delle Nazioni Unite per affrontare i temi relativi alle malattie non trasmissibili. Ed è ora allo studio in sede Onu una moratoria che induca i Paesi membri a frenare il consumo, in particolare del sale, anche tramite l'utilizzo di etichette da applicare a questo prodotto.

Ridurre nella dieta l'apporto di questi alimenti rischia però di danneggiare tanti prodotti di alta qualità del made in Italy.

Dunque, se nel mirino dell'Onu e dell'Oms, come si suppone, finissero prodotti del Made in Italy come parmigiano, prosciutto, olio extravergine, "siamo alla pazzia pura", commenta Centinaio.

Un'evenienza che ha suscitato una reazione immediata del ministro dell'Agricoltura, Gian Marco Centinaio. Le aziende italiane sono, quindi, preoccupate anche perché a rischio ci sono gli oltre 41 miliardi di export che l'Italia ha fatto registrare nel 2017, e che potrebbero diventare di difficile replica. Anche Assica, l'Associazione industriali delle carni e dei salumi, ha detto la sua: "Non esistono cibi buoni e cattivi quando viene incentivato un regime alimentare moderato e variegato, come del resto indica la stessa Dieta mediterranea". "Ad esempio l'olio è costituito in 100 grammi dal 100 per cento di grassi, ma non è un elemento negativo, perché è ricco di altre sostanze che fanno benissimo alla salute e che non troviamo in altri alimenti come i polifenoli".

"Alle nazioni Unite sotto il pressing di poche multinazionali si cerca di affermare un modello alimentare fuorviante, discriminatorio e incompleto che finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle nostre tavole, per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta", dice il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, nel denunciare che "le distorsioni provocate dal sistema di informazione visiva, adottato con formule diverse in Gran Bretagna e Francia, è solo il punto di partenza dell'iniziativa dell'Onu che sta addirittura teorizzando appositi sistemi di tassazione per colpire i prodotti della dieta mediterranea, garanzia di benessere e longevità". "Una risoluzione di questo tipo, sebbene non comporti l'obbligo di ricevimento da parte degli Stati Membri, - fa notare il presidente di Copagri Franco Verrascina - causerebbe un considerevole danno d'immagine all'agroalimentare nazionale; basti pensare, infatti, che a essere colpiti potrebbero essere il vino, l'olio d'oliva, il parmigiano reggiano e il prosciutto di parma, prodotti simbolo del made in Italy, conosciuti e apprezzati in tutto il mondo".

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