Google verso una multa da 4,3 miliardi dall’Ue sul sistema Android

Paterniano Del Favero
Luglio 18, 2018

È questa la risposta del CEO Sundar Pichai, pubblicata sul blog ufficiale a stretto giro dalla notizia che l'Unione europea ha irrogato una maxi multa a Google da ben 4,3 miliardi di euro. Lo scorso anno arrivò una sanzione da 2,42 miliardi di euro per l'attività legata allo strumento comparativo di Google Shopping. Per la Commissione ha "attuato una strategia sugli apparecchi mobili per conservare e rafforzare il suo dominio nel campo delle ricerche internet", violando le regole Ue sulla concorrenza.

"Android ha creato più scelta per tutti, non meno. Ricorreremo in appello contro la decisione della Commissione", afferma un portavoce di Google, Al Verney.

La Commissione europea aveva formulato le sue accuse sul caso Android ad aprile 2016, dopo un'indagine che aveva dimostrato come l'azienda obblighi i produttori di smartphone e tablet a pre-installare Play Store (l'app store di Google), il quale può essere scaricato solo attraverso Google Search, il quale a sua volta può essere trovato solo con Google Chrome.

L'Unione Europea mette fine al potere di Google su Android: multa record e libertà per i produttori

Un produttore che oggi realizza e commercializza un dispositivo Android deve firmare un contratto con Google dove si impegna a installare la barra di ricerca, Chrome e le altre app del pacchetto se vuole accedere anche al negozio delle app, tuttavia solo quest'ultimo è davvero indispensabile. Tali pratiche hanno negato ai concorrenti la possibilità di innovare e di competere in base ai propri meriti ed hanno negato ai consumatori europei i vantaggi di una concorrenza effettiva nell'importante comparto dei dispositivi mobili. Ai sensi delle norme antitrust dell'UE, si tratta di una condotta illegale.

"Ma siamo preoccupati che la decisione di oggi possa stravolgere il delicato equilibrio raggiunto con Android, inviando un segnale preoccupante in favore dei sistemi proprietari rispetto alle piattaforme aperte‎". Le violazioni, ha spiegato la Vestager, vanno avanti dal 2011 e quindi la multa è alta di conseguenza, in ragione della durata e della gravità delle violazioni delle regole commesse dalla multinazionale californiana.

Come ricorda Business Insider, mentre Dunant è il primo cavo di Google che attraversa quel particolare oceano, è il secondo cavo di proprietà privata del gigante dei motori di ricerca: il primo, Curie, sarà attivo e funzionante nel 2019, e collegherà Los Angeles al Cile.

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