Pensioni e immigrazione, Salvini suggerisce a Boeri le dimissioni

Paterniano Del Favero
Luglio 17, 2018

"Il ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, non ha mai accusato né il ministero dell'Economia e delle Finanze né la Ragioneria Generale dello Stato di alcun intervento nella predisposizione della relazione tecnica al dl dignità". Il presunto "colpevole" andava indicato con chiarezza e Di Maio ha voluto precisare, nella stessa nota congiunta, che bisogna capire da dove provenga quella "manina" che, si ribadisce, "non va ricercata nell'ambito del Mef". Matteo Salvini, ha invitato Boeri a dimettersi."Il Presidente INPS, nominato da Renzi, continua a ripetere che la Legge Fornero non si può toccare e che gli immigrati pagano le pensioni degli italiani.Io penso che sbagli e che si dovrebbe dimettere, scrive Salvini su Twitter".

La risposta di Boeri è stata altrettanto decisa: "Le dichiarazioni contenute nella nota congiunta dei ministri Tria e Di Maio rivolgono un attacco senza precedenti alla credibilità di due istituzioni nevralgiche per la tenuta dei conti pubblici nel nostro paese".

Per il titolare dell'Economia i calcoli dell'Istituto riportati nella relazione sono "privi di basi scientifiche e in quanto tali discutibili". A chi lo invitava esplicitamente a dimettersi, leggi Matteo Salvini, il professore della Bocconi ha replicato picche, dicendo che lo avrebbe fatto solo se glielo avesse chiesto il presidente del Consiglio.

Dopo le polemiche del sabato, si rappezza così, con l'individuazione di un colpevole esterno all'esecutivo, lo strappo consumatosi tra il leader pentastellato e l'economista Giovanni Tria. È lì che pare alla fine nascondersi la "manina" colpevole di aver inserito nella relazione tecnica al decreto dignità quelle stime sugli ottomila posti di lavoro l'anno a rischio che aveva fatto gridare Luigi Di Maio al complotto delle lobby. Il provvedimento comporta un innalzamento del costo del lavoro per i contratti a tempo determinato e un aumento dei costi in caso di interruzione del rapporto di lavoro per i contratti a tempo indeterminato. In presenza di un inasprimento del costo del lavoro complessivo, l'evidenza empirica e la teoria economica prevedono unanimemente un impatto negativo sulla domanda di lavoro. Spaventa invece - sottolinea - questa campagna contro chi cerca di porre su basi oggettive il confronto pubblico. E' difficile stabilire l'entità di questo impatto, ma il suo segno negativo è fuori discussione. Mentre Di Maio, tornato sull'argomento in serata, osserva che "non possiamo rimuovere Boeri ora, quando scadrà - avverte il ministro - terremo conto che è un presidente dell'Inps che non è minimamente in linea con le idee del governo". "Non perché il presidente dell'Inps la debba pensare come noi, ma perché noi vogliamo fare quota 100, quota 41, la revisione della legge Fornero". All'articolo 14 del provvedimento, dedicato esclusivamente alle coperture ed assente nelle prime bozze del decreto, comparso dunque proprio prima della bollinatura della Ragioneria, viene infatti prevista una verifica trimestrale "delle maggiori spese e minori entrate" derivanti dalle norme che riducono la durata dei contratti a termine, affidata però - ancora una volta - proprio all'Inps che dovrà informare ministero del Lavoro e ministero dell'Economia. Vengono introdotte sanzioni per chi delocalizza dopo aver ricevuto contributi pubblici, ci sono misure di contrasto alla precarietà e si sancisce il divieto di pubblicità per i giochi e le scommesse. L'attacco è stato diretto contro Tito Boeri, poco simpatico ai pentastellati perché hanno subìto da lui critiche sul taglio dei vitalizi.

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