Tria: "No alla manovra correttiva" ma l'Europa insiste

Paterniano Del Favero
Luglio 15, 2018

L'Econfin, dunque, ha approvato le raccomandazioni specifiche per Paese pubblicate dalla Commissione Ue a maggio. Per il titolare del Mef "lì è il centro della questione, non tanto se c'è uno 0,1-0,2-0,3% in più nel percorso di aggiustamento, perché questo sarebbe un vero aggiustamento strutturale dell'economia italiana e quindi anche un aggiustamento strutturale del bilancio italiano". Tria ha spiegato che "il profilo di discesa del debito non sarà in discussione, discuteremo dei tempi e del profilo dell'aggiustamento, ma il centro della manovra è ribaltare la tendenza fino ad oggi di aumentare sempre la quota di spesa corrente a scapito della spesa per investimenti".

Le posizioni sono destinate a restare distanti, e la distanza ad ampliarsi ulteriormente a ottobre, quando la nuova legge di bilancio metterà in cantiere quantomeno alcune delle misure contenute dal contratto di Governo.

Il Consiglio precisa poi che "le misure necessarie dovrebbero essere prese dal 2018 per rispettare le indicazioni del Patto". Messaggio ribadito dall'Ecofin, secondo cui nel 2019, "dato il debito sopra il 60%", l'aggiustamento richiesto è dello 0,6%.

Dombrovskis "ha preso atto" posizioni del Governo (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Bruxelles, 12 lug - Il vicepresidente della Commissione europea Dombrovskis "ha preso atto" della posizione del governo sulla politica di bilancio. Dunque: tutto confermato, ma nello stesso tempo tutto incerto.

Tornando al vertice Nato, al quale ha partecipato il premier Conte, quest'ultimo ha dichiarato che "l'Italia ha ereditato degli impegni di spesa per quanto riguarda il contributo alla Nato che noi non abbiamo alterato".

Nel frattempo il Governo deve concentrarsi sugli investimenti, "di ogni tipo", visto che c'è "ampio spettro", incluse le infrastrutture o quelli più tradizionali per combattere ad esempio il dissesto idrogeologico.

"Per il 2018 non cambiano gli obiettivi", chiarisce Tria, e per il 2019 "è probabile che dovremo rivedere il timing di aggiustamento in relazione anche al rallentamento dell'economia".

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