Matteo Salvini si allea con Austria e Germania: stop sbarchi migranti

Bruno Cirelli
Luglio 14, 2018

Difficile però che si arrivi a un'intesa che coinvolga tutti, sia gli stati membri sia i paesi dell'Africa del nord.

L'Austria ripristina i controlli straordinari alle frontiere con la Germania e l'Italia: è la prima volta dalla metà degli anni '90 che il Paese reintroduce questo genere di misure.

Insomma, è passato il modello Italia in Europa. Dove ci sono anche "amici e non colleghi" come il ministro austriaco, Herbert Kickl, che rappresenta l'ultradestra della Fpoe. Prima di riprendersi in patria i migranti che si sono registrati in Italia e che poi si sono spostati in Germania e Austria serve una posizione europea forte per la gestione delle frontiere esterne. All'incontro programmato per stamattina nella capitale tirolese, il vice -premier italiano ha rassicurato la stampa nostrana sulla comunanza d'intenti tra i rappresentanti delle istituzioni - già apostrofati dalle rispettive opposizioni con l'appellativo "i volenterosi" in via sarcastica - e l'Unione Europea sul piano della sicurezza delle frontiere esterne.

A Innsbruck, l'asse dei "volenterosi" si è ricomposto. Seehofer, tuttavia, si è espresso sulla stessa linea di Salvini: "Se si risolve il grande problema degli arrivi primari, il resto sono piccoli problemi". "Siamo e ci sentiamo al 100 % altoatesini". Lo dice Radames Gabrielli, presidente dell'associazione Nevo Drom ed organizzatore della manifestazione in programma giovedì a partire dalle ore 9 in via Museo a Bolzano per protestare contro il censimento dei Sinti e dei Rom ipotizzato dal ministro degli interni Matteo Salvini. "Molti di noi hanno un lavoro normale ed altri vorrebbero averlo". "La paura - dichiara ancora il presidente di Nevo Drom - è che le nostre condizioni di vita diventino ancora più difficili".

E per dimostrare come alla base del credo islamico ci sia una tesi ben diversa, il pubblico ministero, nella sua requisitoria, aveva citato alcuni passaggi del Corano e una lettera firmata nel 2014 da 124 guide musulmane e indirizzata ad Al-Baghdadi, califfo del sedicente Stato Islamico, in cui si criticava l'interpretazione della religione da parte dell'Isis e si ribadiva che la fede islamica "proibisce la violenza" in nome di Allah.

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