Voucher, Di Maio: "Se usati per sfruttare il M5s farà muro"

Paterniano Del Favero
Luglio 13, 2018

Mentre si aspetta il testo del decreto dignità approvato dal governo la scorsa settimana, che non è ancora stato firmato dal Presidente della Repubblica, riemergono le tensioni tra la Lega e il Movimento 5 Stelle sul tema del lavoro. Infatti traspare che il decreto non gli vada bene. Il punto è che il giro di vite, in arrivo sui contratti a termine, è molto forte. Inoltre nell'arco dei 24 mesi il contratto potrà essere rinnovato per sole 4 volte (oggi il limite è pari a 5).

Sui contratti a termine tornano le causali ad eccezione degli stagionali. A queste si aggiunge l'aggravio contributivo dello 0,5% che scatterà ad ogni rinnovo.

A conti fatti, dunque, il decreto dignità porterà ad un 10% di posti di lavoro persi ogni anno. Dalle proiezioni emerge che il 22% della domanda rimarrebbe escluso dalle modifiche del decreto Dignità perché riguarda gli operai agricoli e la pubblica amministrazione, e che il 45% non avrebbe subito variazioni in quanto di durata inferiore a un anno.

Non è gridando 'al lupo, al lupo' e sbandierando a giorni alterni l'antifascismo, in assenza di un fascismo realizzato, come a suo tempo si caratterizzò per l'abolizione della libertà d'opinione e di stampa, per il confino degli oppositori del Regime e per la loro soppressione inumana (da Giacomo Matteotti a Carlo e Nello Rosselli, da Piero Gobetti a Antonio Gramsci, e di tanti partigiani), per la deportazione nei campi di sterminio degli ebrei, per 'i crimini di guerra' mai puniti consumati nelle campagne d'Africa e di Jugoslavia, che si riprende e si riallaccia il rapporto con gli elettori, per fiducia e credibilità.

È importante sottolineare però che questa previsione non tiene conto dei possibili incentivi per facilitare la transizione alla stabilità annunciati da Di Maio ma al momento non presenti nel testo del Decreto Dignità.

Il bonus per i datori di lavoro in caso di trasformazione a tempo indeterminato di rapporti di lavoro in essere è una delle possibile misure pensata in parallelo con la stretta ai contratti a tempo determinato.

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