Pensioni quota 41: ecco cosa cambierà in caso di attuazione della riforma

Paterniano Del Favero
Luglio 13, 2018

Possono andare in pensione a 57 anni (58 se autonome) se hanno raggiunto i 35 anni di contributi, cosa che permette un notevole anticipo rispetto le regole ordinarie che prevedono o il raggiungimento di almeno 41 anni e 10 mesi di contributi o il raggiungimento di un'età anagrafica di 66 anni e 7 mesi per le lavoratrici del pubblico, 65 anni e 7 mesi del privato, 66 anni e mese se autonome oltre ad avere maturato almeno 20 anni di contributi.

A questo punto, si possono usare i cosiddetti fondi pensione per costruire una pensione integrata.

Una fra le prime cose da considerare è comprendere esattamente a quanto ammonterà la pensione che si riceverà grazie ai contributi previdenziali.

"Da quest'anno, l'Istituto per la prima volta ha assunto su di se' l'attivita' di certificazione del diritto a pensione per il personale del comparto Scuola, a differenza degli anni precedenti in cui la certificazione veniva effettuata dagli Uffici territoriali del Miur, salvo successiva verifica da parte dell'Inps in sede di liquidazione della pensione".

Chi sono i lavoratori precoci?

Tutte queste pur giuste ragioni non hanno tenuto indenni i pensionati dai continui interventi punitivi della politica.

Come anticipato, l'isopensione è stata recentemente modificata dalla Legge di Bilancio 2018; questa ne ha incrementato l'arco temporale entro quale richiederla, passato da 4 anni a 7 anni. Il progetto ricorrente in materia pensionistica è quello di ricalcolare col sistema contributivo le pensioni superiori a un certo importo.

Gli effetti di questo cambio di calcolo risultano essere piuttosto devastanti e non soltanto per i pensionati visto che risultano esserci anche meno posti per la mobilità, ma anche per le assunzioni in ruolo. Di cosa si tratta?

Per la maturazione del requisito di 41 anni (dal 2019, 41 anni e 5 mesi) di contributi, conta tutta la contribuzione posseduta presso il fondo lavoratori dipendenti dell'Inps e nelle gestioni esclusive e sostitutive, presso le casse dei lavoratori autonomi Inps (artigiani, commercianti, coltivatori...), dei liberi professionisti e presso la gestione Separata.

Estremamente arbitrario, poi, sarebbe ricalcolare il periodo anteriore al 1996 con il cosiddetto "forfettone": con le pensioni bisogna essere corretti e non giocare alla roulette.

Secondo il piano elaborato dal Carroccio, invece che intervenire sulle pensioni d'oro dal cui ricalcolo su base contributiva della parte dell'assegno non corrispondente alle somme versate arriverebbero poche risorse (tagli sostanziosi, ma a carico di pochi), il contributo di solidarietà verrebbe spalmato sulla quasi totalità degli assegni, escluse naturalmente le pensioni sociali, quelle di invalidità e quelle eccessivamente basse.

"Le misure di tutela dei lavoratori non sono in antitesi ma complementari e interconnesse" con le "piccole e piccolissime imprese" che "sono la spina dorsale" del Paese.

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