Migranti, la Diciotti bloccata. Salvini: "Sbarcano solo se vanno in galera"

Bruno Cirelli
Luglio 13, 2018

"L'incontro con Salvini" di stamattina "è andato molto bene, ci siamo aggiornati". E proprio Malta si sarebbe "fatta carico di intervenire".

Sulla nave Diciotti, sbarcata ieri nel porto di Trapani, Matteo Salvini non arretra: "Andrò fino in fondo - dice - fino a quando qualcuno non verrà assicurato alla giustizia", ha detto a Rtlm sottolineando di essere "ministro dell'Interno e farò di tutto per difendere la sicurezza degli italiani, quello che sto facendo è bloccare partenze, sbarchi e morti". E ha poi specificato: "attendo di sapere nomi, cognomi e nazionalità dei violenti dirottatori che dovranno scendere dalla Diciotti in manette". "Se c'è stata violenza, questa in Italia viene punita e condannata". "Da alcune ore - scrive - c'è un'imbarcazione con 450 persone a bordo che naviga nel Sar maltese. Ma non mi accontento, voglio fare ancora meglio", ha continuato Salvini. E che ha costretto la nave, per motivi di sicurezza, a cambiare rotta, dirigendo non più verso la Libia, ma verso il nord del Mediterraneo, fino al trasbordo su nave Diciotti della Guardia costiera. Quanto al numero di migranti coinvolto nelle minacce all'equipaggio, "stiamo raccogliendo testimonianze".

A Innsbruck confronto per interesse dell'Italia Quanto al vertice dei ministri dell'Interno Ue sui migranti che si apre stasera a Innsbruck, spiega Salvini, "ho già chiaro in mente cosa andare a chiedere e cose ottenere, disponibile a parlare col collega tedesco, collega austriaco, collega francese, ma nell'esclusivo interesse nazionale". Aprire i porti a quelle che rispettano le regole, come sostiene Di Maio?

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