Editoria: quotidiani e periodici in crisi, Internet in crescita

Paterniano Del Favero
Luglio 13, 2018

Crescono le forme di accesso non tradizionali alla tv; in tal senso il 2017 può essere ricordato anche come l'anno della definitiva consacrazione della 'televisione liquida', con una stima di circa 3 milioni di cittadini che guardano abitualmente la tv in streaming e in numero 3/4 volte superiore che scaricano abitualmente contenuti televisivi sui propri device.

Angelo Marcello Cardani, presidente di Agcom ha presentato ieri la relazione annuale al Parlamento. "La tv tradizionale - precisa - manifesta comunque importanti segni di tenuta" sia in termini di risorse sia di ascolti, con 25 milioni di contatti medi nel prime time. La stampa, dunque, è il comparto che ha registrato il declino più significativo, con una riduzione pari a circa il 38% in sei anni (36% per i quotidiani e 40% per i periodici). Rilevante risulta l'aumento dei ricavi da pubblicità online (46,6%) che ha portato il relativo segmento a superare, nel 2017, il 4% delle risorse complessive. Da sottolineare in particolare i risultati negativi dell'editoria (meno 5,2%) con i quotidiani che registrano una contrazione dei ricavi dell'8,9%.

Realtà che si vanno consolidando, grazie alla diffusione delle reti a banda larga e ultra-larga, ma anche ai nuovi modelli di consumo: al vincoli del palinsesto preferiamo sempre più la 'dieta' personalizzata - dal binge watching, le maratone con i telefilm preferiti, alla visione 'dove vuoi quando vuoi' - e siamo pronti a pagare magari il "singolo contenuto, a condizioni economiche sempre più accessibili". - "Dall'assegnazione" dei diritti d'uso delle frequenze per lo sviluppo del 5G "lo Stato attende un introito minimo di 2,5 miliardi di euro, per meta' a valere gia' sull'anno corrente". Al primo posto si colloca 21st Century Fox/Sky Italia, gruppo attivo nella televisione a pagamento e in quella gratuita con una quota del 33%. "Google e Facebook sononaturalmente i principali beneficiari di questo trend", evidenzia ancora Cardani. In generale, gli investimenti pubblicitari globali appaiono sempre più re-indirizzati dai media tradizionali alle piattaforme online, che complessivamente crescono di oltre il 12%.

Il presidente dell'Agcom Angelo Marcello Cardani parte dal riconoscimento che dalla Brexit "i fermenti antieuropei sono cresciuti" e hanno acquistato centralità ovunque, Italia compresa. Le soluzioni? Sono principalmente due: disciplina dei mercati e neutralità e trasparenza degli algoritmi, le formule che regolano il traffico dei dati. I rischi sono quelli di "un ecosistema governato da poche grandi multinazionali caratterizzate da un elevato grado di integrazione in tutte le fasi; elevate barriere all'entrata; tendenza al monopolio; crescenti e strutturali asimmetrie informative tra utenti ed operatori; concreti rischi di alterazione dell'ecosistema informativo planetario; allarmanti fenomeni di polarizzazione delle opinioni; crescente esposizione alle derive dell'odio (politico, razziale, religioso) e dell'abuso (stalking, cyberbullismo, omofobia)". Cardani ha poi sottolineato l'importanza della "lotta alle fake news", che è essenziale "per la difesa della democrazia".

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