Draghi: aspettiamo fatti, per ora parole

Paterniano Del Favero
Luglio 13, 2018

Secondo il banchiere centrale i "rischi al ribasso" per le prospettive economiche dell'eurozona "riguardano principalmente la minaccia di un maggiore protezionismo" per le guerre commerciali tra Usa da un parte e Cina e Ue dall'altra. Prendendo come esempio, l'UE può dare supporto al multilateralismo e al commercio globale, che sono stati i capisaldi della crescente prosperità economica negli ultimi sette decenni. E getta acqua sul fuoco anche sui timori che la fine del quantitative easing possa avere un impatto pesante su un Paese ad alto debito come l'Italia. Per Draghi, invece, garantirebbe "un settore bancario più' stabile" perché "la nostra unione monetaria, se incompleta, resta vulnerabile".

"Non dovremmo essere frenati dalla distinzione tra riduzione del rischio e condivisione del rischio", spiega Draghi.

"Ci aspettiamo che i tassi di interesse principali della Bce resteranno ai livelli attuali almeno passata l'estate del 2019 e in ogni caso tanto a lungo quanto sarà necessario affinché l'evoluzione dell'inflazione rimanga allineata con le nostre aspettative attuali di un percorso di aggiustamento sostenuto". Draghi ricorda inoltre che la Bce continuerà a reinvestire i profitti dai titoli acquistati in modo da garantire l'afflusso di liquidità.

Draghi ha definito "molto efficaci" le misure di politica monetaria adottate dalla Bce. Il messaggio è sufficiente esplicito, ed è rivolto al nuovo Governo. La prova del nove saranno i fatti. Si limita a prendere atto che finora ci sono stati annunci, e che le parole sono "cambiate", probabile riferimento alla sterzata data dai partiti della maggioranza a proposito della permanenza dell'Italia nell'euro.

Nel merito di questi possibili provvedimenti evita, al momento, di esprimersi il Presidente della Bce.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Bruxelles, 09 lug - Nella sua rapida analisi economica presentata al'Europarlamento, Draghi ha indicato che nel primo trimestre la crescita del pil e' stata dello 0,4%, siamo al quinto anno consecutivo di espansione.

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