Nato, Trump: "Alleati aumentano il loro contributo: 33 miliardi in più"

Bruno Cirelli
Luglio 12, 2018

Un vertice all'insegna del nervosismo quello di ieri a Bruxelles per la Nato con un agguerrito Donald Trump che spiazza gli alleati chiedendo di stanziare non più il 2 bensì il 4% del loro PIL nazionale per il budget della Difesa.

Nella foto ci sono, tra gli altri: il cancelliere tedesco Angela Merkel, il primo ministro belga Charles Michel, il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, Trump e il primo ministro britannico Theresa May in prima fila, mentre dietro si vede il presidente francese Macron. Gli Stati Uniti nel 2017 hanno contribuito per un po' meno del 72% alle spese della Nato: 686 miliardi di dollari sul totale di 957 miliardi spesi dai 29 membri per la difesa. Ma Trump è tornato alla carica con un nuovo tweet contro la Germania, l'Europa, le spese Nato e il nodo commercio. Teoricamente, gli Stati Uniti potrebbero ridurre il loro impegno nei confronti della Nato o addirittura ritirarsi dall'Organizzazione transatlantica. Trump ha aggiunto che anche in Italia "Giuseppe ha vinto le elezioni grazie alle sue forti politiche sulla immigrazione". La risposta è una sola: riportare posti di lavoro negli Stati Uniti.

Attualmente, i membri della Nato sono incoraggiati a destinare un obiettivo del 2% della loro produzione economica ai loro bilanci della difesa e all'1% della spesa per la difesa per finanziare la Nato, ma i numeri di riferimento sono solo linee guida. Il presidente USA dopo aver minacciato di uscire dalla Nato, ha cercato di tranquillizzare tutti in un punto stampa. L'Ue è già sul piede di guerra: "È sempre importante", ha ammonito il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk rivolgendosi a Trump, "ricordare chi è il tuo partner strategico e chi è il tuo problema strategico" perché l'Ue, che ha siglato un'intesa di cooperazione con l'Alleanza e che investirà 27,5 miliardi di euro del suo futuro bilancio in difesa e sicurezza, spende per questo "molto di più della Russia e come la Cina". Perciò a suo giudizio Berlino è ostaggio di Mosca, ma nello stesso tempo è sospettosa del bilaterale che lui avrà con Putin il 16 luglio a Helsinki.

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