Mulè (Fi): su dl dignità governo ci ascolti, faccia marcia indietro

Paterniano Del Favero
Luglio 12, 2018

Il numero uno di Forza Italia ha poi evidenziato che le proposte contenute nel Dl dignità "scontentano tutte le categorie produttive, chi lavora e chi crea lavoro", sottolineando i danni recati a piccole-medie imprese, "questo decreto sembra fatto contro di loro".

In una lunga lettera scritta al Corriere della Sera, il leader di Forza Italia ha attaccato duramente il Decreto Dignità e il 'Governo del cambiamento': "Sono molto preoccupato, il Decreto Dignità è certamente un male per le imprese, per i lavoratori, per l'occupazione, per i veri e propri drammi sociali che l'italia deve affrontare".

Si annuncia infatti una nuova stagione di opposizione "tambureggiante in Parlamento" in modo di recuperare consensi, rispetto alla Lega, tra gli elettori moderati che hanno premiato la coalizione il 4 marzo e ora non vedono di buon occhio le misure troppo "di sinistra" del governo. Mara Carfagna piuttosto che di alzare le tasse sui rinnovi dei contratti chiede a Salvini una mano per approvare "il nostro emendamento che prevede di alzare la soglia di reddito per il regime forfettario del 15% delle partite Iva".

Fatta, quando va bene, da Professori, Esperti ministeriali, ex sindacalisti prestati alla politica, Imprenditori capaci di fare grandi affari, che hanno in comune di non aver mai lavorato in un'azienda. "I commi 60 e 61 dell'articolo 1 della Legge 147 del 2013 già prevedono sanzioni per chi delocalizza riducendo i livelli occupazionali". Se ne faccia una ragione', conclude Di Maio. "Nello stesso tempo stupisce come il leader di Forza Italia non riconosca in questa situazione l'eredità lasciata dalla sua politica e dai governi del Pd che fingeva di avversare". La bocciatura di Berlusconi è netta: "Torna il peggio della sinistra dirigista". Non è coerente con la linea di sostegno all'asse Renzi-Verdini, inaugurata proprio con la sua visita alla sede Pd del Nazareno.

E tenta di mettere alle strette il ministro dell'Interno anche per quanto riguarda temi a lui cari come la riforma della legittima difesa dei quali i leghisti, si osserva in FI, "dopo averci fatto sopra la campagna elettorale, ormai non parlano più".

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