FIAT, protesta degli operai ‘per colpa’ di Cristiano Ronaldo

Ausiliatrice Cristiano
Luglio 12, 2018

Una strana coincidenza: qualche giorno fa, si era diffusa la bufala dell'operaio della Fiat che si lamentava perché, in busta paga, aveva avuto un taglio di 300 euro con la causale acquisto di Cristiano Ronaldo. Cifra monstre che pare non essere andata a genio all'Unione Sindacale di Base dello stabilimento FCA di Melfi, sul piede di guerra e pronta a scioperare per 2 giorni, dalle 22:00 di domenica 15 luglio fino alle 6:00 di martedì 17.

"Il nostro giudizio sugli scioperi dichiarati negli stabilimenti Fca di Pomigliano e di Melfi, proclamati da sigle minori per protestare contro l'acquisto di Ronaldo da parte della Juventus, non hanno una natura autenticamente sindacale e stanno trovando un'eco mediatica del tutto spropositata". La polemica è relativa all'acquisto per circa 117 milioni di euro del pallone d'oro in carica portoghese Cristiano Ronaldo, oltre ai 30 milioni di euro a stagione - per quattro stagioni - da corrispondere per l'ingaggio.

Alla luce del piano industriale per il quadriennio 2018-2022 e che prevede la dismissione produttiva della Punto, a Melfi sono in programma 1.640 esuberi.

"E mentre gli operai - continua il comunicato - e le loro famiglie stringono sempre più la cinghia la proprietà decide di investire su un'unica risorsa umana tantissimi soldi!" È giusto tutto questo? È normale che una sola persona guadagni milioni, mentre migliaia di famiglie non arrivino alla metà del mese? Siamo tutti dipendenti dello stesso padrone ma mai come in questo momento di enorme difficoltà sociale questa disparità di trattamento non può e non deve essere accettata. Gli operai Fiat hanno fatto la fortuna della proprietà per almeno tre generazioni, arrichiscono chiunque si muova intorno a questa società, e in cambio hanno ricevuto sempre e soltanto una vita di miseria. Inutile precisare che, per quanto condividano lo stesso azionista di riferimento, Juventus e Fca sono ovviamente due società distinte e separate, con altrettanto distinti conti e dirigenti e rispettiva quotazione in Borsa. La proprietà dovrebbe investire in modelli auto che garantiscano il futuro di migliaia di persone piuttosto che arricchirne una soltanto.

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