Ilva. Emiliano accusa Calenda in una lettera a Di Maio

Paterniano Del Favero
Luglio 11, 2018

Questo, secondo quanto apprende l'Ansa, é quanto affermato dal ministro, Luigi Di Maio, in apertura dell'incontro con le rappresentanze sindacali dell'Ilva al Mise.

L'aggiudicazione dell'Ilva a AmInvestco, la cordata guidata al 51% dalla multinazionale Arcelor Mittal a cui partecipa con il 15% anche il gruppo Marcegaglia Carbon Steel spa, ha seguito una "procedura ad evidenza pubblica che presenta zone d'ombra che andrebbero chiarite per accertare se effettivamente tale aggiudicazione sia avvenuta in favore della migliore offerta".

Dall'esame della documentazione - ha messo nero su bianco il governatore esponente del Pd - "non emerge quali siano stati i criteri (predeterminati) di aggiudicazione del contratto che avrebbero 'vincolato' il ministero dello Sviluppo economico a preferire la società Am InvestCo alle altre partecipanti, tra le quali - in particolare - la cordata Acciatialia Spa, che aveva offerto la auspicata decarbonizzazione dell'impianto Ilva di Taranto". Non solo: la proposta della prima cordata avrebbe previsto a regime sino a 10.500 lavoratori, a differenza della seconda che prevede "8100 unità lavorative a regime".

Anche sotto il profilo degli investimenti la proposta avanzata da Am Invest.co è meno appetibile di quella di AcciaItalia: "AcciaItalia ha proposto investimenti per 3 mld di euro dei quali 1,1 per installare le tecnologie a basso impatto ambientale in grado di ridurre del 35% le immissioni di C02 e 0,9 miliardi per interventi ambientali e bonifiche per un totale di 2 mld di euro di investimenti a beneficio dell'ambiente e della salute". Il presidente della regione Puglia evidenzia che la Commissione europea ha dato il suo via libera "sotto condizione": "l'eliminazione del gruppo Marcegaglia dal consorzio di acquisto e numerose cessioni di altri impianti".

A distanza di un anno dall'aggiudicazione ad ArcelorMittal il governatore della Puglia solleva dubbi sulla correttezza della gara bandita dal governo Gentiloni per cedere l'Ilva. Questa vertenza è aperta da 6 anni e un'ulteriore proroga è assolutamente irresponsabile, abbiamo chiesto una risposta definitiva se si vuole o no tenere aperto lo stabilimento o chiuderlo il ministro non ha risposto direttamente ha però detto che il fatto che stia trattando con ArcelorMittal vuol dire che vorrà continuare a lavorare perché l'Ilva produca acciaio.

Non si è fatta attendere una risposta dell'ex ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda. "La Consulta ha confermato validità del divieto di permanenza nella magistratura e in un partito e non ha mosso muscolo".

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