Brexit, trema governo: si dimette anche Boris Johnson. May nomina Hunt

Bruno Cirelli
Luglio 10, 2018

Boris Johnson ha rassegnato le dimissioni da ministro degli esteri del governo britannico, diventando il terzo ministro in 24 ore a uscire dal governo in polemica con i piani di Theresa May su una Brexit "soft". Lo riferisce la Bbc.

Johnson e Davis erano ministri chiave nell'ufficio della May, erano sostenitori di una "hard Brexit". Le dimissioni del ministro degli Esteri sono state annunciate da May di fronte alla Camera dei Comuni e poi confermate da Downing Street, che ha annunciato l'imminente nomina di un nuovo titolare del Foreign Office, sottolineando come May abbia "ringraziato Boris" per il lavoro svolto lasciando tuttavia intendere l'intenzione di provare ad andare ancora avanti nonostante i venti di crisi sempre più evidenti.

Le sue dimissioni seguono quelle del ministro per la Brexit, David Davis, e del suo numero 2, Steve Baker.

Sono due duri colpi per il governo di Theresa May: la premier sta cercando in tutti i modi di far sì che il partito conservatore trovi l'accordo su una Brexit che, anche dopo il divorzio, mantenga forti legami economici con l'Ue.

"La direzione generale della politica del governo, nella migliore delle ipotesi, lascerà la Gran Bretagna in una posizione debole nei negoziati con l'Unione Europea, e forse senza via di uscita", ha scritto Davis alla premier.

L'uscita di scena di Davis e Johnson rischia di essere l'inizio di un effetto domino in grado di mandare in pezzi l'esecutivo, la maggioranza e la compattezza del Partito Conservatore. E le reazioni non si sono fatte attendere. Da quello dell'opposizione laburista di Jeremy Corbyn - indicata in corsia di sorpasso in caso di ritorno alle urne da un ultimo sondaggio pubblicato giusto ieri - si guarda invece apertamente a questo punto allo sbocco ravvicinato di un possibile nuovo voto entro pochi mesi.

Né manca chi, dalla trincea dei 'remainer' più irriducibili, rilancia alla fine di tutto il processo anche lo scenario di un referendum bis sulla Brexit.

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