Anche Mosca annuncia dazi in rappresaglia contro gli Usa

Bruno Cirelli
Luglio 9, 2018

Ad essere colpiti apparecchiature medicali, macchinari, strumenti hi-tech e pezzi automobilistici con un valore pari a 34 miliardi di dollari.

Il ministero delle finanze cinese ha ricordato che lo scorso anno le importazioni di prodotti agro-alimentari dagli Usa si sono attestate a 24 miliardi di dollari, che corrispondono al 20% dell'import totale di settore. Nei giorni scorsi Trump ha minacciato di rispondere a eventuali rappresaglie di Pechino con ulteriori dazi che potrebbero colpire sino a 500 miliardi di dollari di merci cinesi. Tuttavia, nonostante il pesantissimo giudizio sulla mossa americana, il governo cinese non ha ancora annunciato l'operatività delle contromisure. In serata, il Ministero del Commercio cinese ha anche sporto protesta formale al Wto (l'Organizzazione Mondiale del Commercio) per l'introduzione di dazi da parte degli Stati Uniti, ma ai primi colpi del conflitto commerciale sparati oggi potranno seguirne altri a breve.

Si aprono dunque interessanti opportunità per le esportazioni di cibo Made in Italy nel paese asiatico, a partire dai prodotti lattiero caseari che nel 2017 hanno raggiunto il record delle vendite nel mondo, raggiungendo la quantità record di 412 milioni di chili e con una crescita a doppia cifra nella stessa Tigre asiatica.

Ma il presidente Donald Trump non si ferma tanto da avere allo studio altre misure contro la Cina per 16 miliardi di dollari che saranno varate dopo un'audizione fissata per il prossimo 24 luglio. Il previsto vertice Ue-Cina che si terrà alla fine di questo mese sarà appunto dedicato al raggiungimento di questo obiettivo.

Ciò che è ormai chiaro è che le guerre commerciali non sono facili.

Le aziende statunitensi hanno già indicato, nel verbale dell'ultimo incontro di giugno con la Banca Centrale degli Stati Uniti (Fed), di sentire già l'impatto di prezzi più elevati e "la riduzione o il rinvio dei progetti di investimento di capitali a causa di incertezze che circondano la politica commerciale". Quindi possiamo dire che il mercato interno, la forza economica, il progresso tecnologico, la grande domanda del mercato... tutti questi fattori possono fornire allo sviluppo economico cinese un forte supporto.

"Gli effetti diretti delle tasse doganali, imposte finora, non cambieranno radicalmente la situazione macroeconomica statunitense", ha affermato Robert Palombi, analista di S & P Global Ratings.

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