Ragazzi intrappolati in una grotta in Thailandia: recuperato il corpo del soccorritore

Bruno Cirelli
Luglio 8, 2018

Ma, nonostante il supporto di squadre di aiuti giunte da tutto il mondo, la situazione resta in un drammatico stallo. Un navy seal dell'esercito di Bangkok di 38 anni è deceduto per mancanza di ossigeno sulla via del ritorno. "I ragazzi sono pronti a fronteggiare tutte le sfide", dice il governatore.

A quanto si apprende, una pattuglia della polizia thailandese ha scoperto un cammino di collegamento tra l'esterno e il tunnel dove sono rinchiusi. Gli scavatori sarebbero riusciti a individuare un cunicolo, di circa un metro di diametro, a soli 150-200 metri dal punto dove si trova il gruppo. E' la prima forma di comunicazione tra i ragazzi e i genitori, dopo il fallimento del tentativo di installare una linea telefonica all'interno della caverna.

In mattina è caduto come un macigno l'allarme sui livelli di ossigeno: sono scesi a 15 per cento, ben sotto alla norma (21%). Una quota rischiosa, ancor di più per ragazzi debilitati dalla lunga prigionia sottoterra. Ma i passaggi dove è necessario immergersi sono strettissimi e i ragazzi potrebbero dover nuotare soli al buio in acque fangose.

Si lavora senza sosta ma inizia a mancare l'ossigeno e la minaccia della piogge monsoniche, insieme alla difficoltà di avanzare, ha fatto ammettere al comandante dei sommozzatori della Marina reale thailandese che il tempo per salvarli è limitato. È stato montato in fretta un telo di plastica che chiude la vista a telecamere e giornalisti, proprio appena prima dell'accesso alla grotta. Secondo Narongsak, 100 fori nella roccia sono stati individuati sopra la grotta, e 18 di essi saranno ulteriormente esplorati.

La rivelazione arriva direttamente dalle autorità thailandesi, che ora si concentreranno sulle precauzioni da prendere per ridurre i rischi dell'operazione di salvataggio, fino a quando le piogge intense o la crescente tossicità dell'aria all'interna della grotta non li costringeranno ad agire. Quello però in parte ancora allagato.

Dagli Usa, anche l'imprenditore Elon Musk si è mosso per dare una mano: suoi ingegneri sono sulla via della Thailandia per valutare con il governo la possibilità di introdurre nei cunicoli un tubo di nylon capace di contenere persone, e che consenta di compiere la traversata senza immersioni.

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