Istat su Italia: povertà in aumento rispetto allo scorso anno

Paterniano Del Favero
Luglio 8, 2018

Con l'aumento del tasso d'occupazione che a maggio ha fatto segnare un +0,2% rispetto al mese precedente.

La povertà di reddito riguarda il 20,6% della popolazione (in aumento rispetto al 19,9% del 2015), la grave deprivazione materiale il 12,1% (dall'11,5%) mentre la quota di chi vive in famiglie con una intensità di lavoro molto bassa è del 12,8% (dall'11,7% del 2015).

L'obiettivo contro la povertà prefissato dall'Europa entro il 2020 appare molto lontano per l'Italia: occorrerà fare passi da gigante a tal proposito per avvicinarsi sempre più a tale obiettivo che rimane fondamentale in quanto la riduzione della povertà e il primo tra i problemi che un qualsiasi governo dovrebbe porsi.

Le disparità regionali sono molto ampie sia per l'indicatore composito sulla povertà o esclusione sociale, sia per i tre indicatori in cui si articola. Mentre, globalmente, nl 2017 l'istituto statale aveva registrato circa 5 milioni e 58 mila gli italiani individui in povertà assoluta (8,4% della popolazione). Le condizioni dei minori rimangono critiche: l'incidenza di povertà assoluta tra di essi è pari al 12,1%; in peggioramento la condizione di giovani, adulti e anziani. Dal 2008, a causa della crisi economica, le flessioni osservate sono state più pesanti per i redditi relativamente più bassi. Per le donne la quota di 30-34enni laureate è del 34,1%, per gli uomini del 19,8%. Il valore italiano si mantiene inferiore a quello di Bulgaria, Romania, Grecia e Lituania, ma è di molto superiore a quello di Francia (18,2%), Germania (19,7%) e Regno Unito (22,2%). "Nonostante questo miglioramento, nel 2013-2014 l'Italia presentava il divario di genere più elevato fra tutti i paesi europei con dati disponibili".

Le diseguaglianze sociali ed economiche presenti in Italia continuano a persistere a livelli elevati ed in alcuni casi aumentano.

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